Il biologo Ettore Camerlenghi è specializzato nella complessità nel regno animale e della sua evoluzione.
La sua ricerca lo ha portato in Amazzonia e Australia, dove al momento lavora a diversi progetti alla Deakin University.
Le sue ricerche recenti sui Superb Fairy Wren, ovvero gli scriccioli tanto comuni nel Victoria, gli ha fatto apprezzare e approfondire un concetto molto umano, quello di amicizia.
Ascolta l'intervista a Ettore Camerlenghi cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra
"Ormai anche nel mondo animale si parla di amicizia, si parla di interdipendenza", racconta Ettore a SBS Italian, sottolineando come questi legami si consolidano nel corso di una vita.
Quelli che intercorrono tra questi uccelli non sono solo rapporti riproduttivi o utilitaristici, ma anche "rapporti di amicizia e di supporto".
Ma come si riconosce l’amicizia tra animali?
Ad esempio, quando il padrone di un cane osserva il proprio cane, non ha bisogno di fare analisi statistiche per comprendere che il cane è felice di vederloEttore Camerlenghi
Per convincere la comunità scientifica però servono dati solidi e il vero banco di prova è il momento del pericolo.
"L’amicizia e il rapporto di interdipendenza si vede nel momento del bisogno", racconta Ettore.
Nel caso degli scriccioli studiati a Melbourne, questo significa affrontare l’inverno rigido o la presenza di predatori.
La sua ricerca ha mostrato che la “prossimità sociale”, cioè quanto tempo due individui trascorrono insieme anche fuori dal nucleo familiare, era in grado di predire se i due individui avrebbero provato ad aiutarsi in condizione di pericolo estremo.
In uno studio filmato e pubblicato, questi piccoli uccelli mettono in atto un comportamento insolito chiamato “rodent run”.

"Atterrano sul prato e fingono di avere un’ala rotta, cercando di attirare l’attenzione del predatore lontano dall’individuo catturato", spiega Ettore.
E non solo: gonfiano le piume e corrono all'impazzata, mimando l'andatura di un ratto e confondendo il predatore che ha catturato l'amico.
"Quando a volte catturavo questi uccelli, facevano il rodent run a me e istintivamente mi veniva automatico scansarmi perché è come se avessi contro due tre piccoli ratti, che ti corrono addosso".
Ma non è l'unico caso di amicizia: per trovarne uno veramente insolito bisogna andare in Amazzonia.

Lì una fototrappola piazzata per studiare uccelli per un altro studio ha immortalato una scena inattesa: un ocelot e un opossum che camminano insieme, come due compagni.
L’ocelot è un felino predatore, più piccolo del giaguaro, mentre l’opossum è un marsupialeEttore Camerlenghi
Eppure, racconta il biologo, "camminavano insieme come due amici, andavano lungo un sentiero e poi ritornavano dopo alcuni minuti, sempre insieme".
Un comportamento inaspettato, tanto che altri ricercatori avevano osservato episodi simili senza riuscire a spiegarli.
"C'era qualcosa che non quadrava", ricorda Ettore, rivelando anche che a Panama gli opossum sono stati filmati mentre si rotolano nelle urine dell’ocelot, nonostante sia un predatore.
In teoria non dovresti essere attratto dall'odore di un predatore; è come se noi fossimo attratti dall'odore di una tigre, qualcosa che ci potrebbe mangiareEttore Camerlenghi
L’ipotesi? Una possibile collaborazione nella caccia ai serpenti.
"Sappiamo che gli opossum sono resistenti al veleno di molte vipere", ipotizza Ettore. "Insieme queste due specie potrebbero specializzarsi nel cacciare serpenti".
Tutto ciò per ora resta un’ipotesi.
Serviranno più dati, serve conferma visivaEttore Camerlenghi
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.




