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Continua la controffensiva ucraina e il recupero dei territori occupati dai russi

Russia Ukraine War

Un soldato ucraino regge la bandiera russa a Izium, nella regione di Kharkiv in Ucraina. Source: AP / Kostiantyn Liberov/AP/AAP Image

Le forze di Kiev proseguono la loro riconquista di alcune zone dell’area di Kherson spingendo i militari del Cremlino verso la ritirata, uscendo dal territorio ucraino alla volta del confine con la Russia.


Da inizio settembre, Kiev ha riconquistato oltre 3.000 kmq di territorio che negli ultimi sei mesi sono state conquistate dall'esercito russo.

Gli sforzi si sono concentrati in alcune località strategiche a nord verso il Donbass e a sud nell'area di Kherson.

"Quest'ultima è una zona strategica, che permette un accesso diretto al canale idrico che porta acqua alla Crimea e, quello che si capisce dalle varie agenzie di stampa, è che nessuno sia disposto a rinunciarci, infatti Mosca starebbe inviando nuove forze militari proprio in quell'area", ha raccontato il giornalista Giuseppe D'Amato ai microfoni di SBS Italian.

Nei giorni scorsi il presidente ucraino Zelensky ha ribadito che ritiene impossibili i negoziati, fino alla completa liberazione dei territori occupati e dall'altra parte, il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev ha detto che le posizioni di Zelensky non faranno altro che inasprire il conflitto.

"Entrambi sono in una situazione in cui non possono trattare ma vogliono trarre il massimo dalla situazione militare. Gli europei chiedono a gran voce la fine del conflitto ma questa operazione speciale russa non sembra facile da fermare", ha continuato il giornalista.

"Forse delle soluzioni si possono trovare per quanto riguarda la situazione energetica e comunque il tempo per combattere è poco, perché a breve sopraggiungerà il freddo e non permetterà più alcuna manovra militare".

Rimane alta l’attenzione per l’incontro di domani tra Putin e il presidente cinese Xi Jinping. I due, che non si incontrano da prima dello scoppio del conflitto, si vedranno in occasione del vertice della Shanghai Cooperation Organization a Samarcanda, in Uzbekistan, dove sarà presente anche il premier indiano Narendra Modi.

"L'obiettivo di Putin è consolidare i rapporti per assicurare nuove forniture di materie prime, gas e petrolio, a questi Paesi a cui, fino ad ora, ha venduto a dei prezzi molto scontati".

"L'incontro è importante ma non sarà decisivo perché la Cina, che ha forti interessi in Europa, non vuole rischiare di venire inclusa nelle sanzioni applicate alla Russia", conclude D'Amato.

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