L'ONG WeWorld GVC si occupa di progetti per i diritti dei bambini e delle donne in Mozambico dal 2000.
Il Mozambico è uno dei Paesi africani più colpiti da cicloni e cambiamenti climatici, fenomeni che "stanno distruggendo intere zone abitate e campi agricoli, nel centro e nel nord del Paese", come ci racconta Piero Meda, Rappresentante Paese di WeWorld a Maputo.
“La pandemia di Covid-19 non ha fatto che peggiorare una situazione già spiacevole, aumentando la disparità sociale per le fasce più povere della popolazione”, racconta Meda ai microfoni di SBS Italian.
Nel nord del Paese, a Cabo Delgado, continuano pesanti scontri tra gruppi di ribelli, iniziati nel 2017.
"Gruppi islamisti ed estremisti hanno preso possesso di intere zone con importanti giacimenti di gas, questo crea grossi problemi in termini di sicurezza e la situazione ha creato circa 700.000 persone sfollate, che devono arrangiarsi in qualche modo per vivere", continua Piero Meda.
"Le persone si arrangiano in alloggi di parenti o in case di famiglie disposte ad ospitarli oppure in villaggi temporanei sotto tende precarie".
WeWorld lavora per soccorrere queste persone e assisterle nel combattere problemi di siccità, in collaborazione con la Protezione Civile Italiana e quella del Mozambico, per "prevenire disastri ambientali che ripetutamente distruggono intere zone a causa dell’esondazione del fiume Busi nella provincia di Maputo".
L'ONG è impegnata anche in progetti educativi come Oficina de Arte, dove "i bambini migliorano l’apprendimento e imparano la condivisione dello spazio, con laboratori e varie attività che permettono la reintegrazione di bambini sfollati", conclude Meda.
"Questi progetti sui bambini stanno avendo ottimi risultati anche sulla popolazione adulta, che di natura sarebbe molto aperta e disponibile all'accoglienza".
La ragione principale dei conflitti restano la povertà estrema e la situazione sanitaria precaria.
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