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Crisi energetica, l'Italia punta a diventare l'hub energetico principale d'Europa

Italian PM Meloni visits Algeria

ALGIERS, ALGERIA - JANUARY 23: Italian Prime Minister Giorgia Meloni and Algerian President Abdelmadjid Tebboune sign agreements between the two countries after their meeting at El Mouradia Palace, in Algiers, Algeria on January 23, 2023. Source: Anadolu / Anadolu Agency via Getty Images

La prima visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Algeria ha una forte connotazione economica. L'obiettivo è quello di stringere rapporti chiave con quei Paesi che, come l'Algeria, possono fornire gas all'Italia, permettendole di affrancarsi dalla dipendenza russa.


In evidenza
  • Visite parallele della premier e del ministro degli Esteri in Algeria ed Egitto. Obiettivo numero 1: diversificare le fonti di approvvigionamento di gas e petrolio
  • La visita del ministro degli Esteri arriva alla vigilia dell’anniversario del rapimento del dottorando ucciso al Cairo Giulio Regeni.

Il presidente dell'Eni Claudio Descalzi, in visita ad Algeri insieme a Meloni, ha dichiarato che l'Italia ha tutte le carte in regola per diventare l'hub energetico principale d'Europa.

L'Italia è l'unico Paese ad avere una connessione via gasdotto con Algeria, Libia ed Egitto. Un'arteria energetica fondamentale che può consentire di diventare il punto di passaggio per tutto il resto d'Europa, trasformando l'Italia in un punto nevralgico.

"Il piano italiano è molto ambizioso, e ben si sposa con il piano del governo di Abdelmadjid Tebboune, che vuole accrescere e diversificare la sua produzione di gas naturale e necessita del ponte verso l'Europa offerto dall'Italia", ha commentato il giornalista Carlo Fusi ai microfoni di SBS Italian.

"Da un lato il governo italiano ha la volontà di sviluppare dei rapporti economici con questi Paesi per gli evidenti vantaggi che questo può portare, ma dall'altra deve sempre considerare che si tratta di Paesi instabili".

"Sarà necessaria estrema cautela da parte del governo per poter coniugare le necessità economiche con il rispetto dei diritti umani e civili, e delle questioni democratiche che sono connaturate in Italia ma che invece non hanno radici profonde in Paesi come quelli africani", commenta il giornalista.

Nelle stesse ore, le polemiche che si sono scatenate in Italia a seguito della proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio di limitare le intercettazioni, che ha definito un abuso di mezzi di ricerca della prova, hanno seguito Meloni anche durante i giorni in Africa.

"Meloni ha risposto fermamente ai giornalisti che le hanno chiesto conto di quanto stesse accadendo in Italia, dichiarando di non voler fare la guerra coi magistrati".

"La frase testimonia la volontà della Premier di confermare quanto promesso in campagna elettorale", conclude Fusi.

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