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Da un infarto a 24 anni a una tesi sulla rigenerazione del cuore

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Credit: Courtesy of Federico Di Tolla

A 24 anni ha avuto un infarto. Oggi Federico Di Tolla è a Sydney per completare una tesi in ingegneria biomedica sulla rigenerazione del tessuto cardiaco: una ricerca nata anche dalla sua esperienza personale.


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By Francesca Rizzoli

Source: SBS


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A 24 anni ha avuto un infarto. Oggi Federico Di Tolla è a Sydney per completare una tesi in ingegneria biomedica sulla rigenerazione del tessuto cardiaco: una ricerca nata anche dalla sua esperienza personale.


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Un infarto a soli 24 anni ha cambiato il percorso di studi e di vita di Federico Di Tolla. Lo studente romano, oggi ventisettenne, si trova a Sydney per completare la tesi magistrale in ingegneria biomedica alla University of Technology Sydney, dove lavora nel campo della medicina rigenerativa applicata al cuore.

Quella che era iniziata come un'esperienza di studio si è trasformata nella possibilità di contribuire a una ricerca nata dalla sua stessa esperienza da paziente. "Ho avuto un infarto tre anni fa, molto probabilmente a seguito del Covid. Durante il mio percorso riabilitativo mi sono appassionato alla facoltà di biomedica e ho iniziato a intraprendere questo percorso di studi", racconta Di Tolla.

Il suo obiettivo è sviluppare tecnologie per la rigenerazione del tessuto cardiaco dopo un infarto. Come spiega Federico, dopo un infarto "parte del cuore rimane fibrotico quindi si forma una sorta di cicatrice, come tutte le ferite, anche quelle che abbiamo sulla pelle". Questo compromette il funzionamento cardiaco.

La ricerca a cui sta lavorando il giovane studente di ingegneria biomedica punta a sviluppare “patch cardiaci” in grado di rigenerare il tessuto e riportare il cuore a condizioni simili a quelle precedenti all’infarto.

L'esperienza australiana gli ha anche permesso di osservare da vicino le differenze tra i sistemi di studio e ricerca dei due Paesi. Pur riconoscendo la qualità della formazione italiana, Di Tolla sottolinea come la disponibilità di fondi, infrastrutture e laboratori abbia un impatto diretto sulle opportunità offerte ai giovani ricercatori.

"Qua a Sydney ho avuto sempre tutto a disposizione, tutto nello stesso posto e quindi questo ha accelerato i processi a livello veramente esponenziale", spiega. Allo stesso tempo, evidenzia un punto di forza della formazione universitaria italiana e spiega "abbiamo un bagaglio culturale molto vasto. Questo ci permette di essere molto più dinamici e molto più adatti a ogni tipo di lavoro che poi si può fare in futuro".

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Credit: Courtesy of Federico Di Tolla

Dopo la laurea magistrale, il suo obiettivo è proseguire con un dottorato in Australia, continuando una ricerca nata da una vicenda personale e orientata allo sviluppo di nuove terapie per i pazienti con problemi cardiaci.

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