Per il professore di Finanza della UNSW Max Tani, i forti investimenti nella costruzione di centri dati in Australia rischiano di alimentare l’inflazione e sollevano interrogativi sulla gestione dei dati dei cittadini: “Sarebbe forse il caso di parlarne pubblicamente e capire se davvero la cittadinanza sia d’accordo con questa strategia”.
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Lo scorso aprile Anthropic ha firmato con il governo australiano un memorandum d’intesa sulla collaborazione nel campo dell’intelligenza artificiale. La società sta inoltre valutando investimenti in infrastrutture per centri dati in Australia che potrebbero raggiungere circa 21 miliardi di dollari australiani.
Secondo la Reserve Bank of Australia, la corsa alla costruzione di nuovi centri dati potrebbe aumentare le pressioni inflazionistiche. Un boom degli investimenti superiore alle attese potrebbe quindi contribuire a creare ulteriori pressioni al rialzo sui tassi d’interesse.
“I centri dati sono come avere un elefante in salotto”, ha esordito il professor Massimiliano Tani, “e lo spazio che quell’elefante occupa si chiama energia”.
“Ora, già in Australia il prezzo dell’energia è alto”, ha proseguito Tani, “e questi elefanti entreranno in competizione con la cittadinanza".
"Di conseguenza, la compagnia che produce l’elettricità ne produce una quantità più o meno fissa e tu, cittadino, ti trovi a pagare di più. Ed essendo l’elettricità una di quelle cose che entra ovunque nella formazione di qualsiasi prezzo, ecco che arriva la possibilità di avere inflazione”, ha affermato Tani.
Questi data centre per sopravvivere hanno bisogno di dati, e chi glieli dà?Massimiliano Tani
Il problema, però, per Tani è duplice: “Se c’è l’intenzione di fare qualcosa di questo genere in Australia, sarebbe magari il caso di avere una discussione pubblica e vedere se c’è supporto per questo tipo di iniziative, perché ritrovarti con il modellino di Anthropic che predice esattamente quello che fai, che ti segue, che ti toglie qualsiasi momento di privacy, e pensare che tu abbia dato il consenso perché lo ha fatto un nostro ministro per noi, non è una bella cosa”, ha commentato.
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