“Sto entrando nel mio sesto anno di mandato e per ciascuno di questi anni ho dato il massimo. Credo che guidare un Paese sia il privilegio più grande che si possa avere, ma anche uno dei più impegnativi. Non si può e non si deve farlo a meno che non si abbia il serbatoio pieno, oltre a un po' di riserva per le sfide inaspettate”.
Con queste parole la Premier neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato la sua decisione di non candidarsi alle prossime elezioni e di volersi dimettere da leader del Paese il prossimo 7 febbraio.
Un annuncio che ha colto di sorpresa la Nuova Zelanda anche se Ardern ha confessato di aver preso in considerazione questa scelta da tempo.
Ardern è nata ad Hamilton, cittadina dell'isola del nord nel 1980, figlia di un poliziotto ed è cresciuta nella religione mormone, abbandonata nel 2005.
Appassionata di politica fin da giovane, è entrata nelle fila del partito laburista e all'inizio della sua carriera ha lavorato nell'ufficio di Helen Clark, la prima donna primo ministro in Nuova Zelanda.
Dopo una parentesi a Londra, durante la quale si occupò di consulenze politiche nell'ufficio dell'allora PM Tony Blair, Arden è entrata in Parlamento nel 2008 e dopo quasi 10 anni all'opposizione ha preso le redini del comando del partito da Andrew Little, politico poco popolare, a due mesi dalle elezioni.
Contro i pronostici, è stata in grado di formare un governo con il sostegno del partito nazionale, New Zealand First.
Ardern ha avuto molto successo sulla scena internazionale da quando nel 2018 divenne la prima leader mondiale in 30 anni ad avere un figlio durante il suo mandato.
Parlando al World Economic Forum di Davos nel 2019, Ardern ha espresso con passione posizioni a favore della lotta ai cambiamenti climatici.
Durante il suo mandato, il Paese ha affrontato eventi inattesi e gravi crisi, come l'attacco terroristico nel marzo 2019 contro due moschee di Christchurch che causò la morte di 51 fedeli e il ferimento di decine di persone; la contestata gestione della pandemia e la crisi economica.
Ardern ha annunciato che continuerà la sua carriera da parlamentare nell'elettoraro di Mount Albert ad Aukland fino alle elezioni generali per non costringere il partito ad un elezione suplettiva a ridosso delle elezioni di ottobre.
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