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Mondiale in pausa per la paternità: il caso Doku accende il dibattito

Belgium Portraits - FIFA World Cup 2026
Il calciatore del Belgio Jeremy Doku ha dichiarato che "è il mio primo figlio, vorrei sicuramente esserci. Nessun padre dovrebbe mancare a un avvenimento simile". Source: FIFA / Steph Chambers - FIFA/FIFA via Getty Images

La decisione del calciatore belga Jeremy Doku di assentarsi dai Mondiali per la nascita del figlio ha fatto discutere. Ne abbiamo parlato con un papà appassionato di calcio, un calciatore professionista e una neomamma.


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By Jacopo Iannelli, Francesca Rizzoli

Presented by Jacopo Iannelli

Source: SBS



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La decisione del calciatore belga Jeremy Doku di assentarsi dai Mondiali per la nascita del figlio ha fatto discutere. Ne abbiamo parlato con un papà appassionato di calcio, un calciatore professionista e una neomamma.


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Nelle scorse settimane il giocatore del Belgio Jeremy Doku, impegnato nei Mondiali, aveva annunciato l’intenzione di rientrare temporaneamente in Europa per assistere alla nascita del suo primogenito. Il calciatore è poi tornato a Londra in tempo per la nascita del figlio, Praise, prima di rientrare nel gruppo della nazionale belga.

Decisione approvata dalla federazione belga, ma non dalla giornalista France Pierron, secondo la quale Doku sarebbe già privilegiato a poter partecipare a un evento unico come i Mondiali, aggiungendo che il ruolo del padre in sala parto è marginale.

Ascolta il dibattito cliccando sul tasto "play" in alto

Si è così aperto il dibattito tra chi pensa che il belga abbia preso la decisione giusta e chi invece condivide la tesi di Pierron.

Secondo Alessandro Maremonti, presidente dell'Inter Club di Sydney e papà, Doku "ha fatto benissimo", aggiungendo che "mi stupisce che una giornalista donna dica una cosa simile"

"Il supporto del padre nei confronti della donna che sta partorendo è importante", ha aggiunto.

Della stessa opinione è il calciatore professionista Pasquale De Vita, attualmente al Broadbeach United, in Queensland, per il quale "se il Mondiale è un evento unico, lo è anche la nascita di un figlio".

E non importa se la squadra dovrà rinunciare all'apporto del giocatore, perché "tra compagni di squadra, se c'è una nascita, viene accolta molto bene. La pressione viene più dai tifosi, com'è giusto che sia", spiega De Vita.

Lucy Packer, neomamma e medico, commenta: "Non sarà stata una decisione facile da prendere, perché qualunque decisione tu prenda deluderai qualcuno, ma Doku è stato un grande; non deludere la moglie è più importante di non deludere i tifosi".

"Per me è stato molto importante che ci fosse anche mio marito, perché se le cose fossero andate male volevo che ci fosse lui accanto a me e al bimbo", prosegue.

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