La crisi tra Ucraina e Russia sta precipitando, con segnalazioni dei primi movimenti delle truppe di Mosca nei territori separatisti del Donbass, riconosciuti ufficialmente ieri.
La decisione di Putin ha preoccupato i governi occidentali e la mossa di Mosca è stata letta come una giustificazione per l'invio di truppe su terra.
Il presidente americano Joe Biden ha commentato che, a suo parere, la Russia sta iniziando l'invasione dell'Ucraina e, un suo funzionario avrebbe aggiunto che Putin starebbe accelerando un conflitto che lui stesso ha creato.
Da parte sua Mosca sostiene invece che i primi soldati siano stati inviati per mantenere la pace in Donbass.
″Da oggi in poi però se l'Ucraina sparerà contro i separatisti, come avviene già da otto anni, sarà come se avesse sparato alle truppe russe, dando di fatto a Putin il pretesto per contrattaccare e invadere l'intera Ucraina”, ha commentato il giornalista di base a Mosca Giuseppe D'Amato ai microfoni di SBS Italian.
Il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato che il Regno Unito intende imporre sanzioni nei confronti della Russia, mentre il cancelliere tedesco Olaf Sholz vorrebbe bloccare l'approvazione del gasdotto Nord Stream 2.
“Europa e Stati Uniti sono consci che questo è un momento molto delicato e queste sanzioni servirebbero a ricordare a Putin che il costo dell'invasione sarebbe un danno altissimo per l'economia russa”, continua D'Amato.
“Si ha però la sensazione che Putin continuerà la sua offensiva ugualmente e che il fronte occidentale non sembri abbastanza unito e coeso ai suoi occhi”, conclude il giornalista.
Ascolta l'intervento integrale del giornalista di base a Mosca Giuseppe D'Amato:
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