La Coalizione ha identificato sette possibili siti per ospitare altrettanti reattori: Tarong e Callide nel Queensland, Liddel e Mount Piper nel NSW, Port Augusta in South Australia, Loy Yang nel Victoria e Muja nel Western Australia.
Questi sono tutti siti di centrali elettriche alimentate a carbone, un aspetto che secondo Dutton è fondamentale per la proposta.
"Vogliamo utilizzare l'infrastruttura esistente", ha dichiarato, "i pali e i cavi elettrici che vengono utilizzati attualmente potrebbero essere utilizzati per distribuire l'energia generata dai reattori nucleari di ultima generazione".
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Ma il ministro dell'energia Chris Bowen ha dichiarato che l'annuncio dei liberali è privo di dettagli essenziali sulla realizzazione.
"Hanno rilasciato una lista di siti senza costi, senza dettagli, senza modellizzazioni, e non hanno potuto nemmeno rilasciare il numero di gigawatt o megawatt che verrebbero aggiunti al sistema energetico come risultato di questa politica", ha dichiarato Bowen.
"E non possono nemmeno confermare che questi dettagli saranno resi noti prima delle elezioni, e non dopo", ha aggiunto.
Secondo Dutton i dettagli su come realizzare questi reattori verranno specificati, e a suo parere questo piano sarà più economico del piano per le energie rinnovabili del partito laburista.
La Coalizione afferma che il primo reattore sarà pronto entro il 2035, cinque anni prima rispetto a quanto previsto dal CSIRO per la costruzione di un impianto.
Secondo il piano della Coalizione, i reattori sarebbero di proprietà del Commonwealth e il governo federale dovrebbe acquisire i siti.
Abbiamo chiesto al professore associato alla Facoltà di ingegneria nucleare alla UNSW Sydney Patrick Burr quanto ci andrebbe a costruire questi reattori.
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"È una domanda difficile perché in Australia non abbiamo le infrastrutture, non abbiamo sufficienti capacità, le skills e le conoscenze per costruirli, e quindi uno dovrebbe anticipare un'aggiunta di tempo in più, ma tipicamente si parla dai dieci anni in su, di solito, e in alcuni casi di più di dieci anni", ha affermato.
In alcuni casi sono veramente cinque anni per reattore, però in altri casi sono quasi 15 o di più, quindi immagino che in Australia si parli di tempistiche più lunghe.Patrick Burr, Professore associato alla Facoltà di ingegneria nucleare alla UNSW di Sydney
"In questa proposta si sta parlando di reattori che sono in buona parte costruiti e assemblati in cantiere e poi portati sul sito, e quindi in teoria questo dovrebbe accelerare molto la produzione. Sono solo due Paesi al mondo che hanno creato reattori di questo tipo, e questi sono la Cina e la Russia", ha spiegato Burr, "il resto del mondo li sta costruendo".
Ci sono altri ostacoli all’aggiunta della produzione nucleare al mix energetico australiano.
C'è una moratoria sull'energia nucleare che dovrebbe essere revocata, richiedendo che entrambe le camere del parlamento votino a favore del piano.
Anche i governi statali dovrebbero aderire, ma ci sono divieti legislativi sull’energia nucleare nel New South Wales, Victoria e Queensland.
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