IN SINTESI
- Il mercato immobiliare australiano ha avuto un andamento insolito nel 2022
- Le grandi banche offrono agevolazioni per accendere nuovi mutui
- Occorre aumentare l'offerta per abbattere l'inflazione
Il 2022 è stato un anno bizzarro per il mercato immobiliare australiano. A Sydney e Melbourne il valore degli immobili si è molto abbassato, mentre è aumentato in città come Adelaide e nelle aree regionali del South Australia.
Difficile dire come andranno le cose in futuro e intrepretare i maniera inequivocabile questi segnali.
Massimiliano Tani, professore di finanza alla Univeristy of New South Wales di Canberra, ci spiega che "il futuro economico dipende da molti fattori, che sono in continuo movimento".
Un esempio sono i flussi migratori. Negli ultimi anni la pandemia ha molto rallentato gli ingressi in Australia facendo di fatto diminuire la richiesta degli alloggi. Con le frontiere nuovamente aperte, commenta Tani, "probabilmente vedremo un cambiamento e grideremo 'al lupo al lupo', ma in un'altra direzione".
I tassi dei mutui si sono tutto sommato mantenuti stabili nel corso del 2022. Tani ci fa notare che "l'unico fattore che realmente cambia è quanto la Banca Centrale fa pagare il costo del denaro".
Le banche hanno generalmente un margine del 2 per cento e il loro vero guadagno si musura solitamente dalla quantità di mutui erogati. Ecco perché, in un anno che ha visto dimunire gli acquisti delle case, grandi realtà come ANZ e Westpac hanno offerto agevolazioni a quanti hanno deciso di spostare i loro mutui presso di loro.
L'augurio per il 2023 del professor Tani è che la classe politica combatta l'inflazione attraverso misure adeguate come la crescita dell'offerta e quindi della competitività.
Per ora, afferma Tani, "stiamo vedendo una politica monetaria in contraddizione con quello di cui c'è bisogno".
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