La ministra degli Esteri sta visitando questa settimana Giappone, Cina e Corea del Sud, in una serie di incontri che, secondo il professor Tani, richiederà "tutte le abilità diplomatiche di cui fortunatamente Wong dispone”.
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La missione diplomatica in Giappone, Cina e Corea del Sud della ministra degli Esteri Penny Wong è cruciale, spiega il professore di Finanza della UNSW di Canberra Massimiliano Tani.
Wong ha già incontrato il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi, ed è oggi la volta della Cina, dove Wong parteciperà all'ottavo Australia-China Foreign and Strategic Dialogue con la sua controparte cinese, il ministro Wang Yi.
Il tour istituzionale asiatico si chiuderà a Seoul, con l'incontro tra Wang e il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun.
Tra i temi delle discussioni vi saranno inevitabilmente le risorse energetiche, come sottolineato dalla stessa Wong sul sito del Ministero: Canberra è un partner affidabile nella fornitura di carbone e prodotti agroalimentari, e probabilmente chiederà lo stesso agli altri Paesi in tema di combustibili e fertilizzanti.
"Qualche carta da giocare ce l'abbiamo, ma dobbiamo stare molto attenti perché la nostra posizione strategica è cambiata negli ultimi due anni, e il nostro obiettivo di mantenere lo status quo nel Pacifico potrebbe non essere visto benissimo da Pechino", ha commentato Tani.
"Il fatto di andare sia in Cina che in Giappone, due nazioni che in questo momento sono abbastanza ai ferri corti fa sì che dobbiamo stare molto attenti quando andiamo in Cina e diciamo: 'Vogliamo continuare a fare affari con voi'", ha aggiunto.
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