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Economia: Penny Wong in Asia, “una missione diplomatica delicata”

Toshimitsu Motegi,Penny Wong

La ministra degli Esteri australiana Penny Wong con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi a Tokyo il 28 aprile. (AP Photo/Eugene Hoshiko) Source: AP / Eugene Hoshiko/AP

La ministra degli Esteri sta visitando questa settimana Giappone, Cina e Corea del Sud, in una serie di incontri che, secondo il professor Tani, richiederà "tutte le abilità diplomatiche di cui fortunatamente Wong dispone”.


La missione diplomatica in Giappone, Cina e Corea del Sud della ministra degli Esteri Penny Wong è cruciale, spiega il professore di Finanza della UNSW di Canberra Massimiliano Tani.

Wong ha già incontrato il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi, ed è oggi la volta della Cina, dove Wong parteciperà all'ottavo Australia-China Foreign and Strategic Dialogue con la sua controparte cinese, il ministro Wang Yi.

Il tour istituzionale asiatico si chiuderà a Seoul, con l'incontro tra Wang e il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun.

Tra i temi delle discussioni vi saranno inevitabilmente le risorse energetiche, come sottolineato dalla stessa Wong sul sito del Ministero: Canberra è un partner affidabile nella fornitura di carbone e prodotti agroalimentari, e probabilmente chiederà lo stesso agli altri Paesi in tema di combustibili e fertilizzanti.

"Qualche carta da giocare ce l'abbiamo, ma dobbiamo stare molto attenti perché la nostra posizione strategica è cambiata negli ultimi due anni, e il nostro obiettivo di mantenere lo status quo nel Pacifico potrebbe non essere visto benissimo da Pechino", ha commentato Tani.

"Il fatto di andare sia in Cina che in Giappone, due nazioni che in questo momento sono abbastanza ai ferri corti fa sì che dobbiamo stare molto attenti quando andiamo in Cina e diciamo: 'Vogliamo continuare a fare affari con voi'", ha aggiunto.

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervento di Tani

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Siete all'ascolto del programma italiano di SBS questa mattina condotto da Paolo Gallo, da Sydney e Jacopo Iannelli da Melbourne.

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E quindi, come detto prima di andare in pausa, è arrivato il momento di parlare di economia, come ogni, martedì ritorna appunto il nostro spazio dedicato ai principali aggiornamenti in tema di, in materia di economia e finanza, come sempre in compagnia del professore di finanza, degli uni- dell'università del New South Wales di Canberra, Max Massimiliano. Tani, benvenuto Max.

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Ciao, buongiorno te Paolo, buongiorno Jacopo, buongiorno a tutti quanti gli ascoltatori ed è mercoledì, non è martedì, è giusto per diretta.

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no confermiamo, siamo in diretta oggi è mercoledì, ma sai con Long weekend e con il lunedì che che che è una sorta di domenica, si ha sempre questa confusione quando si arriva al secondo giorno. Comunque torniamo ai nostri materie di, alla nostra materia di economia per parlare appunto della, la senatrice Penny Wong ha intrapreso lunedì una missione diplomatica in materia energetica in tre paesi, Cina, Giappone e Corea del Sud, come filo,

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Comune con filo com- con come filo comune, le forniture energetiche, un contratto 25 annale, per la fornitura di gas del North West Shelf alla provincia cinese del Guangdong, siglato nel 2002 ad un prezzo storicamente basso. Sarà tra le carte da giocare dalla senatrice, Wang a Pechino, insieme al commercio di minerale di ferro, tra i due paesi che vale 93 miliardi di dollari all'anno.

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La ministra degli Esteri solleverà inoltre con i suoi omologhi, la questione delle esportazioni australiane di carbone e prodotti alimentari, sostenendo che l'Australia rimane un fornitore affidabile di materie prime e fondamentali, e si aspetta un trattamento analogo dai principali partner commerciali per quanto riguarda le spedizioni di combustibile e fertilizzanti. Max, quindi ti chiediamo come si sta approcciando l'Australia a queste visite, con il cappello in mano o come partner con carte economiche da giocarsi?

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Ma senz'altro qualche carta economica l'abbiamo, certo è che dobbiamo stare molto attenti perché la situazione, soprattutto negli ultimi due anni, direi è cambiata di parecchio. cambiata perché fino a due tre anni fa l'Australia era sostanzialmente un partner commerciale neutrale o indipendente barra neutrale,

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Nel senso che compagnie cinesi avevano provato a comprare risorse minerarie australiane, il governo avrebbe detto più volte di no, però tutto sommato, faceva parte di un comportamento australiano nei confronti di altri paesi, non soltanto della Cina. Invece da un paio d'anni a questa parte,

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La nostra posizione strategica è proprio cambiata a livello, di proprio documenti di difesa, in cui diciamo che effettivamente uno dei nostri obiettivi è quello di, cercare di tenere la situazione nel Pacifico così com'è.

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E soprattutto in visione anche un po', anti-cinese e pro-americana, per cui il fatto di andare, a in Cina e anche in Giappone, che sono due nazioni in questo momento sono abbastanza ai ferri corti, e noi australiani che abbiamo deciso di migliorare le nostre relazioni non soltanto commerciali, ma anche di difesa con il Giappone in parte in funzione,

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Anticinese fa sì che dobbiamo stare molto attenti quando andiamo appunto in Cina e e dire vogliamo continuare, a parlare con voi, avere affare, a fare affari con voi, perché i cinesi stupidi non lo sono e ci dicono sì d'accordo, noi vogliamo anche fare affari con voi, però per quale motivo fate questo tipo di attività che si mettono contro quelli che sono i nostri interessi, interessi comuni, quindi,

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Deve fare veramente la super diplomatica in questa in questa visita e vedremo tra un paio di giorni quale sarà il comunicato ufficiale, che ci dice che cosa che cosa è successo, però insomma le le capacità di essere diplomatica, la senatrice Wong ce l'ha assolutamente, quindi insomma, vediamo che succede.

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Staremo a vedere, invece il leader della coalizione Angus Taylor ha promo- ha promesso che la coalizione raddoppierà le riserve nazionali di carburante, con una sfida prebilancio da ottocento milioni di dollari lanciata al governo albanese. Il leader dell'opposizione ha promesso di aumentare l'obbligo minimo di stoccaggio dell'Australia da 30 a 60 giorni di fornitura, attraverso un potenziamento di 1 miliardo di litri delle

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infrastrutture nazionali di stoccaggio del carburante. Questo impegno sullo stoccaggio di carburante sarà un tema centrale del primo discorso di risposta al bilancio di Taylor, il 12 maggio, che includerà anche la promessa di mantenere le restanti due, raffinerie nazionali, una nel Victoria e l'altra invece nel nel Queensland. Max, ti chiedo che tipo di politica energetica sembra voler proporre la la coalizione?

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Ma senz'altro una politica.

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Che è più di cerchiamo di fare gli interessi dell'Australia prima di tutto, e quindi tenere sul nostro territorio,

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delle riserve che possono aiutare in momenti di crisi come questa.

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Però qui vanno fatte due precisazioni, allora la prima che l'Australia è in una posizione in cui credo che in italiano si dice si dica calare i pantaloni, giusto calare le braghe. ecco calare le braghe ecco allora la nostra politica invece è, le braghe le abbiamo già calate siamo lì. Dobbiamo dobbiamo cercare di tirare su i pantaloni, come possiamo tirare su i pantaloni, quindi questa,

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È è è l'idea, quindi stiamo partendo effettivamente da 0 perché abbiamo un accordo internazionale che dice sì noi australiani vogliamo avere 90 giorni di indipendenza, o di ris- riso- riserve, strategiche di carburante, l'abbiamo mai fatto no, per cui, cioè le le braghe proprio non le abbiamo mai avute, quindi dobbiamo cercare di tirarle su in questo momento anche abbastanza in fretta.

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La seconda cosa dove c'è abbastanza confusione è che abbiamo quest'idea.

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Che il governo abbia depositi di stoccaggio in cui mette il carburante in aggiunta a quello che viene fatto dalle compagnie private. Non è così. Quello che succede è che le nostre riserve di stoccaggio sono sostanzialmente delle riserve che, gli importatori e quindi le industrie private, le grandi compagnie petrolifere,

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Le raffinerie hanno e l'unica cosa che il governo fa è quella di dire, tenetene di più, tenetene di meno, però non abbiamo effettivamente un un un una seconda linea di riserve che è sotto il diretto controllo del governo. Per cui, il fatto di cominciare a parlare di questo,

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È un bene perché non possiamo certamente fare solo e soltanto affidamento sul sul mercato, sul governo che dice le compagnie tieni di più, tieni di meno, quando magari il governo qualche cosa potrebbe, um- potrebbe fare da questo punto di vista, quindi qualsiasi cosa, per cominciare a tirare su i pantaloni, direi va bene a questo punto.

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Siamo in compagnia del professore di finanza della University of New South Wales di Canberra, Massimiliano Tani, con il quale stiamo parlando delle principali evoluzioni in materia economica. Max, io ho un'altra domanda per te, però ci scrive un ascoltatore o un'ascoltatrice, non vedo se si è firmato, che dice possiamo chiedere al prof qual è il criterio che usano le stazioni di servizio, per alzare ad abbassare i prezzi dei carburanti e come mai il diesel costa più della benzina?

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Io prendo nota professor Tani.

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allora il diesel costo della benzina è una domanda che ci ha fatto anche un altro ascoltatore qualche tempo fa, perché, abbiamo molto meno gasolio in Australia di quello che abbiamo a livello di benzina quindi importiamo quasi tutto il gasolio che riceviamo.

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E il gasolio è sostanzialmente allocato strategicamente tra agricoltori e compagnie minerarie e quel pochissimo che resta di quel poco che importiamo, è sostanzialmente quello che noi dobbiamo comprare, per cui, visto che ce n'è di meno, è una questione di domanda e offerta c'è meno, offerta per la domanda che abbiamo di gasolio ed è questo il motivo per cui,

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ne compriamo di più. Qual era la prima perché le stazioni di servizio invece che criterio seguono per alzare e abbassare i prezzi che alzano e abbassano perché quella è una bellissima domanda ed è vero, perché se uno va a vedere quelli che sono i cicli dei pagamenti dei nostri salari che generalmente sono, una volta o due s- scusami, sono una volta ogni due settimane,

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Per qualche ragione strano il prezzo della benzina quel giorno lì aumenta. allora È difficilissimo e allora, più volte la commissione Antitrust ha provato a a mettere sotto accusa le compagnie che appunto praticano questo,

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Perché sembra effettivamente un un un un appro- come si dice, un approfittarsi di una situazione senza nessuna giustificazione, perché non vediamo, le compagnie che ne so, le l- l- l- la la la i i i il camion con con il pe- con con il gasolio oppure con la benzina che va lì il giorno in cui veniamo pagati perché dice vabbè allora questo è un nuovo,

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Una nuova fornitura, il prezzo può essere diverso e questo può specificare, il motivo per cui il prezzo alla pompa è poi diverso. No, non c'è nessuna nuova fornitura, la benzina che c'era mezz'ora fa prima del cambiamento di prezzo, la stessa che c'è adesso, per cui per per quale motivo la stazione del servizio aumenta i prezzi.

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Più volte ripeto, s- le compagnie petrolifere sono state le stazioni di servizio sono state portate di fronte all'Antitrust, per dire ragazzi state facendo un gioco sporco, state facendo profitti che non sono giustificati, però, è stato difficilissimo provare e fino ad adesso non ci sono riusciti.

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La causalità del di questo fatto, cioè il provare che le compagnie che distribuiscono il petrolio, le il servizio,

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Deliberatamente fanno questa attività illegale di profitto è difficilissima da essere provata,

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per cui, a meno che non ti metti lì tutti i giorni a guardare e poi presenti appunto

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re neo nemmeno quello, perché la compagnia ti può dire no, io lo sto facendo perché in questo momento stiamo avendo più domanda e io ho soltanto una quantità fissa di carburante che ti posso dare, più domanda quantità fissa il prezzo,

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il prezzo salta e questo qua è semplicemente un funzionamento del mercato.

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Quindi lo può giustificare come sua politica a sua decisione indipendente.

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Assolutamente. Per cui lì è veramente difficile da provare.

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Non ci resta che continuare ad andare avanti e indietro e vedere quando scende un po' andiamo a fare.

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Andiamo a fare la benzina. Professore, Max, questa mattina ti ringraziamo per essere stato qui qui con noi e ti diamo appuntamento tra tra una settimana, insomma, per parlare di quelli che sono i temi e appunto, di economia e finanza. Buona giornata, Max.

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Certamente, ringrazio tutti gli ascoltatori e anche chi fa domande, continuate. Arrivederci.

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