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Elezioni in Victoria, le comunità multiculturali hanno anche espresso un voto di protesta

VIC ELECTION22

Il premier Daniel Andrews a Melbourne, sabato 26 novembre 2022, e (a destra) il leader dell'opposizione del Victoria Matthew Guy. Source: AAP / JAMES ROSS / JOEL CARRETT/AAPIMAGE

Nonostante la schiacciante vittoria laburista alle ultime elezioni statali, parti dell'elettorato multiculturale del Victoria hanno preferito dare la loro preferenza a partiti minori in segno di protesta nei confronti delle politiche adottate dal governo durante la pandemia.


In evidenza
  • Il partito laburista ha vinto le elezioni per il rinnovo del parlamento statale in Victoria
  • Daniel Andrews è stato eletto premier per un terzo mandato
  • Alcune fasce delle comunità multiculturali hanno deciso di votare partiti minori per protesta contro le politiche adottate dal governo durante la pandemia

A tre giorni dalle elezioni statali in Victoria, continua lo spoglio elettorale con circa il 70% delle schede che risulta essere scrutinato.

Al momento, sono quattro le circoscrizioni che rimangono in bilico: a Bass e ad Hastings i candidati laburisti risultano essere leggermente avanti rispetto a quelli liberali, mentre a Hawthorn e Mornington i candidati liberali risultano leggermente avanti ai due candidati indipendenti.

Con circa il 30% delle schede ancora da scrutinare però, il risultato in queste circoscrizioni rimane ancora incerto.

Quello che risulta essere certo però, è che il partito laburista rimane saldamente alla guida dello stato, con il premier Daniel Andrews che è stato rieletto per un terzo mandato.

Secondo Carlo Carli, presidente della Federation of Ethnic Communities' Councils of Australia ed ex parlamentare statale laburista, bisogna però analizzare il voto più a fondo.

'Il governo è stato rieletto perché gli elettori credono che il suo operato sia stato soddisfacente".

"Una fetta delle comunità multiculturale ha però deciso di effettuare un voto di protesta, scegliendo anche partiti di destra che si sono ampiamente pronunciati contro le politiche adottate dal governo durante la pandemia", afferma Carlo Carli.

Questa parte della popolazione è stata senza dubbio quella maggiormente colpita dai lockdown, in quanto il loro lavoro non poteva essere svolto da casa.

Nonostante questo, Carlo Carli pensa che il partito laburista sia tutt'oggi il partito dei lavoratori.

"Mentre qualche decennio fa i lavoratori si recavano in fabbrica, oggi sono spesso liberi professionisti".

"Il partito laburista si occupa ancora di portare avanti politiche di giustizia sociale e per questo può ancora essere considerato come il partito dei lavoratori", conclude Carlo Carli.

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