Manca meno di una settimana alle elezioni presidenziali, quando negli Stati Uniti lunedì 26 ottobre si è diffusa la notizia dell’uccisione da parte della polizia di un cittadino afroamericano di 27 anni, Walter Wallace, a Philadelphia.
La notizia ha acceso le proteste nelle quali circa trenta agenti sono rimasti feriti, 10 persone sono state arrestate e diversi negozi saccheggiati, ma ha anche un importante peso politico.
“Philadelphia è la città principale della Pennsilvania, uno degli stati dal cui risultato dipende la partita per la Casa Bianca tra Donald Trump e Joe Biden”, spiega l’esperto di politica statunitense Giampiero Gramaglia.
Il riaccendersi delle violenze anti-razziali potrebbe favorire, secondo il giornalista, l’atteggiamento ‘law and order’ che Donald Trump ha mantenuto rispetto alle precedenti proteste legate al movimento Black Live Matter.
Intanto, la giudice Amy Coney Barrett è stata ufficialmente confermata alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
La sua nomina, fortemente voluta da Trump, porta a sei i giudici di nomina repubblicana contro tre giudici nominati da un presidente democratico, “uno squilibrio che non si verificava dagli anni ’20 e, se consideriamo che si tratta di una nomina a vita, la situazione sembra destinata a protrarsi a lungo nel tempo”.
Ma quali potrebbero essere le conseguenze della nomina di Barrett sulle presidenziali?
Ascolta il punto di Giampiero Gramaglia:
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