Watch FIFA World Cup 2026™ LIVE, FREE and EXCLUSIVE

Esecuzioni in Myanmar, uccisi quattro attivisti per la democrazia

Myanmar migrants hold up portraits of Aung San Suu Kyi as they take part in a demonstration outside the Myanmar embassy in Bangkok on February 1, 2021.

Myanmar migrants hold up portraits of Aung San Suu Kyi as they take part in a demonstration outside the Myanmar embassy in Bangkok on February 1, 2021. Source: LILLIAN SUWANRUMPHA/AFP via Getty Images

Quattro attivisti per la democrazia sono stati uccisi per aver collaborato all'organizzazione di "atti terroristici" in Myanmar. Si tratta delle prime esecuzioni di prigionieri politici dagli anni '80.


Myanmar negli scorsi giorni è tornato protagonista della scena internazionale dopo che la giunta militare ha reso nota l'esecuzione di quattro attivisti pro-democrazia.

"Queste esecuzioni sono avvenute durante il weekend, in un giorno neanche precisato", ha spiegato il giornalista di base a Bangkok Alessandro Ursic, esperto di questioni del Sud-Est asiatico. "La notizia è stata data dai media statali birmani quando tutto era già avvenuto senza preavviso". 

Le quattro condanne a morte, così come le altre 111 emesse dai tribunali della giunta tra il febbraio del 2021 — mese in cui i militari hanno ripreso il potere — fino al maggio di quest'anno, hanno suscitato critiche da parte di molte organizzazioni internazionali così come da parte dei governi di alcuni Paesi occidentali".

 

"Si sapeva che erano nel braccio della morte; si sapeva che a giugno il loro ricorso in appello era stato respinto", ha spiegato Ursic.

"Si sperava però che in qualche maniera le pressioni internazionali potessero far tornare la giunta sui propri passi, visto che nessuno era stato condannato a morte e giustiziato in Birmania dagli anni '80".

"Sono stati condannati a morte e giustiziati per la loro partecipazione presunta o meno in atti terroristici, il che vuol dire, in sostanza, che erano accusati di aver organizzato e in alcuni casi anche compiuto, attentati, uccisioni di agenti delle forze di sicurezza o di persone sospettate di essere informatori del regime", ha spiegato il giornalista. 

"Noi non abbiamo i mezzi per sapere se queste accuse erano fondate o no, perché il processo è avvenuto a porte chiuse e loro non aveva un avvocato", ha aggiunto. 

La ministra degli esteri australiana Penny Wong ha ieri lanciato un monito alla giunta militare, affermando che il governo di Canberra è pronto a imporre nuove sanzioni nel caso la situazione continuasse a peggiorare.

 

Ascolta l'intervento di Alessandro Ursic:

Ascolta SBS Italian ogni giorno, dalle 8am alle 10am.

Seguici su Facebook, Twitter e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.


Share

Follow SBS Italian

Download our apps

Listen to our podcasts

Get the latest with our exclusive in-language podcasts on your favourite podcast apps.

Watch on SBS

SBS Italian News

Watch it onDemand

Watch now