Le ultime volte era venuto down under nelle vesti di allenatore dei cinesi del Guangzhou Evergrande, con i quali aveva affrontato volte le squadre australiane nella Champions League asiatica.
La settimana scorsa, poi, il campione del mondo del 2006 è tornato in Australia, stavolta per presenziare una serie di incontri informali con la comunità italiana di Melbourne, Adelaide e Sydney.
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"Fondamentalmente sono qui per degli eventi nei quali si parla di calcio. La cosa bella è incontrate tanta gente appassionata e sentire tanto entusiasmo anche così lontano da casa", racconta l'ex difensore che ha indossato 136 volte la maglia della nazionale e che lo scorso anno ha guidato l'Udinese alla salvezza in Serie A.
L'Australia rievoca - per i tifosi italiani - forse il punto di svolta del Mondiale 2006, quel match di ottavi di finale vinto contro i Socceroos nonostante un uomo in meno e con un Fabio Cannavaro sontuoso, che prende sulle sue spalle la difesa azzurra.
Battere l'Australia al Mondiale ci diede la convinzione che eravamo forti e che potevamo dire la nostraFabio Cannavaro
"Per noi fu certamente una partita cruciale, perché rimanere in 10 in un Mondiale e portarla a casa non è mai facile".
"Fu una presa di convinzione in più che eravamo forti e che potevamo andare avanti e dire la nostra. Poi la vittoria arrivata all'ultimo secondo con un rigore di Francesco Totti fu la ciliegina sulla torta.", ricorda il 51enne originario di Napoli.
Fabio Cannavaro non solo è stato il capitano della nazionale che ha conquistato il Mondiale del 2006, ma in quella stagione si è guadagnato anche il Fifa World Player e soprattutto il Pallone d’oro, diventando il quarto Italiano a riuscirci dopo Gianni Rivera nel ’68, Paolo Rossi nell’82 e Roberto Baggio nel ’93.
Considerando che da allora l’Italia fatica a qualificarsi per le fasi finali della Coppa del Mondo (e che le due volte in cui le ha disputate non ha superato la fase a gironi), e considerando che i calciatori italiani non figurano più tra i primi della lista del Pallone d’oro, gli abbiamo chiesto se a suo avviso rivedremo prima una nazionale trionfare in un Mondiale o un calciatore azzurro insignito del Pallone d’oro.
Per vedere un altro italiano vincere il Pallone d'oro, bisogna forse aspettare la prossima generazioneFabio Cannavaro
"Allo stato attuale ti direi che se guardi la Serie A viene da pensare che ci voglia tempo. Ma per la nostra storia, la nostra cultura calcistica e la nostra mentalità dobbiamo necessariamente essere fiduciosi che Spalletti ci riporti al Mondiale".
"Per quanto riguardo il Pallone d'oro, bisogna forse aspettare la prossima generazione", ammette Cannavaro.

L'eroe di Berlino, che in carriera ha vestito le maglie di Napoli, Parma, Inter, Juve e Real Madrid, ha condiviso con gli italiani down under decine di ricordi, aneddoti, giudizi e pensieri.
"L'avversario più forte? Ronaldo il Fenomeno. Il compagno più affidabile? Lilian Thuram. Dopo la finale di Berlino, dormii assieme a mio figlio e alla Coppa del Mondo. Di Maradona ho uno scarpino autografato che conservo tra i vari cimeli in una stanza apposita. Quando mi vengono a trovare, gli amici mi chiedono sempre di vedere il Pallone d'oro. Ho festeggiato lo scudetto del Napoli. Totti? Francesco lo conosciamo, quando parla di un ritorno in campo scherza... ".
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