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Francia, Barrot: “La Cisgiordania è sull’orlo dell’esplosione”

Israel Palestinians West Bank
Bashar lavora a una recinzione nella casa della sua famiglia palestinese-beduina, nel tentativo di prevenire gli attacchi dei coloni israeliani alla periferia della città di Taybeh, in Cisgiordania, mercoledì 9 settembre 2026. Source: AP / Leo Correa/AP Photo/AAP Image

La Francia è tra i 12 Paesi che hanno annunciato o sostenuto restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Nel frattempo, il Paese si prepara alle elezioni presidenziali del 2027.


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By Jacopo Iannelli

Source: SBS


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La Francia è tra i 12 Paesi che hanno annunciato o sostenuto restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Nel frattempo, il Paese si prepara alle elezioni presidenziali del 2027.


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"La Cisgiordania è sull'orlo dell'esplosione", per questo "la Francia metterà fine al commercio con le colonie israeliane situate nei Territori palestinesi occupati, insieme con altri 11 paesi che hanno preso impegni dello stesso tipo", ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, in un comunicato.

Francia, Regno Unito, Canada e altri nove Paesi hanno annunciato l’intenzione di introdurre o sostenere restrizioni al commercio di beni provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.

Una decisione presa in risposta al progetto E1 del governo israeliano, che prevede di "costruire nella zona fra Gerusalemme Est e il sud della Cisgiordania nuovi insediamenti israeliani", spiega il giornalista Giampiero Martinotti.

"Questo praticamente significherebbe l'impossibilità di creare uno Stato palestinese", prosegue.

Ascolta l'intervista a Martinotti cliccando sul tasto "play" in alto

Israele ha risposto all’iniziativa britannica con una serie di contromisure diplomatiche, tra cui la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est, il divieto d’ingresso nel Paese per 12 personalità britanniche e la sospensione di alcune forme di cooperazione con il Regno Unito.

Le autorità israeliane hanno inoltre criticato duramente la decisione di Londra, definendola un’ingerenza negli affari interni del Paese.

Ci saranno le elezioni a fine ottobre in Israele e cosa succederà nei rapporti fra gli europei e Israele è veramente molto legato alla sopravvivenza politica o no di Netanyahu.
Giampiero Martinotti, giornalista

E a proposito di elezioni, la Francia sarà tra i Paesi europei chiamati alle urne nel 2027, in un contesto segnato dalla crescita delle forze di estrema destra in diversi Paesi del continente. Un trend confermato anche dalla recente vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt, nell’ex Germania Est.

"Per il momento Marine Le Pen è la grande favorita; tutti i sondaggi da mesi la danno al primo turno nettamente in testa, largamente sopra il 30%", spiega Martinotti.

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