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Gaza, "la situazione è ancora molto fluida"

Israel Palestinians

An Israeli soldier takes cover as an iron dome air defence system launches to intercept a rocket fired from the Gaza Strip, in Ashkelon, southern Israel, Sunday, Aug. 7, 2022. (AP Photo/Ariel Schalit) Source: AP / Ariel Schalit/AP

Il cessate il fuoco tra Israele e la Jihad Islamica non sembra dare garanzie di stabilità, a detta del giornalista Michele Giorgio.


PUNTI CHIAVE
  • L'operazione Breaking Dawn ha avuto come risultato l'arresto di due membri della Jihad Islamica e l'uccisione di altri due
  • Il cessate il fuoco è in vigore dalle 7.30 di questa mattina (ora australiana)
  • Ad ottobre si terranno le elezioni in Israele

Secondo il giornalista de Il Manifesto in Medio Oriente Michele Giorgio il cessate il fuoco tra Israele e la Jihad Islamica è ancora troppo fragile.

Gli effetti dell'operazione Breaking Dawn, la missione preventiva intrapresa da Israele contro la Jihad Islamica, sono ancora in pieno divenire.

L’operazione è iniziata una settimana fa con l'arresto in Cisgiordania di Bassam al-Saadi, leader del movimento islamico nell'area, ed è continuata fino al missile lanciato da Israele nella striscia di Gaza che ha ucciso Tayseer Jabaari, leader militare del gruppo.

Non sono mancate le reazioni da parte della Jihad Islamica, che ha lanciato più di cento missili verso Israele, la maggior parte dei quali senza conseguenze per la popolazione, grazie al costosissimo sistema difensivo antimissile israeliano Iron Dome, ed al fatto che molti missili sembrano aver colpito zone disabitate. 

Tutto sembrava far presagire l'avvio di un conflitto, ed il mondo intero è con il fiato sospeso. Il missile che ha ucciso Jabaari ha colpito infatti Gaza, al momento governata da Hamas, che però si è mantenuta neutrale, almeno fino ad ora. Nell'esplosione sono morti anche civili, tra cui una bambina di cinque anni.

Nonostante l'altissima tensione, nelle ultime ore fonti israeliane, egiziane e palestinesi confermano la ratifica di un cessate il fuoco. Tel Aviv ha inoltre dichiarato che gli obiettivi della missione Breaking Dawn “sono stati raggiunti”, e che "non c'è alcun beneficio nel continuare l'operazione".

Con il giornalista del manifesto in Medio Oriente Michele Giorgio abbiamo cercato di chiarire le dinamiche del cessate il fuoco, i ruoli di Egitto e di Hamas, e le strategie di Tel Aviv.

Israele infatti tra pochi mesi tornerà alle urne per eleggere il suo 37o governo, dopo che quello guidato da Naftali Bennett e Yair Lapid non è stato capace di mantenere una solida maggioranza.

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