Nel 2015 Mehdi Zare Ashkzari era stato uno studente della facoltà di Farmacia a Bologna, dove aveva lavorato anche in una pizzeria per mantenersi gli studi. Due anni fa era tornato in patria per assistere la madre malata, che poi è morta probabilmente di Covid.
Il giovane sarebbe stato torturato dalla polizia che lo ha poi rilasciato dopo i pestaggi, ma subito dopo è entrato in coma. Dopo venti giorni è morto. Lo ha riferito Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
Intanto in Iran continuano le proteste contro il regime e a favore dei diritti delle donne. Di pari passo continua la pressione internazionale sul governo di Teheran.
Recentemente il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha espresso preoccupazione per quello che sta accadendo in Iran e ha chiesto all’ambasciatore iraniano a Roma di trasmettere la nota di protesta al governo del suo Paese.
Riccardo Noury nella conversazione con SBS Italian spiega che il fatto che le impiccagioni si siano fermate, e che in almeno un caso ci sia stato un annullamento della condanna con il ritorno del dossier a un tribunale di primo grado, è un segnale che le proteste internazionali stanno avendo effetto e che in Iran potrebbe essere in corso una valutazione della situazione.
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