Pochi sanno che la più grande baraccopoli d’Europa si trova in Puglia. Ne parliamo con Nicole Laforgia, project manager dell’ONG Medici con l’Africa Cuamm.
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Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, è diventato un luogo simbolo delle difficili condizioni di vita e di lavoro di molti migranti impiegati nei campi del territorio.
Nel tempo si è creato un vero e proprio insediamento informale, dove si sono concentrati i migranti che accedevano al CARA (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo), ovvero una delle strutture in cui vengono accolti i migranti appena giunti in Italia irregolarmente che intendono chiedere la protezione internazionale.
Per capire cosa accade oggi in questo piccolo paese, quali sono le principali emergenze, ma anche le possibili risposte, parliamo con Nicole Laforgia, project manager dei progetti in Puglia dell’ONG Medici con l’Africa Cuamm.
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"Parliamo di un piccolissimo comune, che è Borgo Mezzanone, di 400 abitanti nel nord della Puglia, che ha visto nascere nelle campagne attigue ai propri territori una città vera e propria", spiega Laforgia.
"Attualmente a Borgo Mezzanone si contano, nei periodi di massimo lavoro, per cui nel periodo estivo, quasi 5.000 persone".
La maggior parte di loro sono lavoratori stranieri, prevalentemente uomini, anche se c'è una piccola presenza femminile, in una zona fortemente coinvolta da fenomeni di sfruttamento e caporalato.
L'ONG Medici con l'Africa Cuamm fornisce attività di assistenza sanitaria di prossimità, prosegue Laforgia: "abbiamo un ambulatorio mobile con il quale riusciamo a raggiungere i nostri beneficiari. A bordo della clinica c'è sempre uno o due medici, un infermiere, un mediatore linguistico culturale".
Ma le sfide nel paese sono molteplici.
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