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Global Mail: il documentario DOM, storia di un ritorno a Sarajevo

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Un'immagine del documentario DOM, di Massimiliano Battistella. Credit: courtesy of Massimiliano Battistella

DOM vuol dire "casa" in bosniaco, ma anche "terra", ed è il nome dell’orfanatrofio dove è cresciuta Mirela, la protagonista del documentario del regista Massimiliano Battistella.


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By Jolanda Pupillo

Presented by Magica Fossati

Source: SBS


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DOM vuol dire "casa" in bosniaco, ma anche "terra", ed è il nome dell’orfanatrofio dove è cresciuta Mirela, la protagonista del documentario del regista Massimiliano Battistella.


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Presentato alle Giornate degli Autori della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e al Sarajevo Film Festival, il documentario DOM ci riporta alla guerra in Bosnia, conclusasi trent'anni fa.

"Quest'avventura è stata frutto di alcune perlustrazioni che stavo facendo legate alla maternità e alla perdita", spiega il regista Massimiliano Battistella al microfono di SBS Italian.

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervista

Sarajevo è una città meravigliosa, incredibile
Massimiliano Battistella

"Facendo ricerca sono arrivato ad incontrare la storia di Mirela, la protagonista di DOM, e questo incontro è stato talmente forte che c'è stata una sorta di epifania che mi ha in qualche modo spinto all'ascolto, e a capire che in quel momento dovevo fare un film documentario sulla sua storia".

Il regista romano spiega di avere "un grande amore nei confronti di Sarajevo e delle persone che la abitano e la vivono", ma sottolinea di essersi avvicinato al tema "con grande rispetto, perché è una città che ha sofferto l'assedio più lungo della storia contemporanea, 1425 giorni, tre anni e mezzo, quasi quattro".

"Dunque le cicatrici sono chiaramente indelebili, purtroppo, ma c'è anche una forte componente, nelle persone con cui ho avuto il piacere e l'onore di incontrare e di conoscere, di resilienza e di spinta alla vita. Una cosa che mi ha estremamente appassionato".

La protagonista del documentario, Mirela, "oggi è una mamma di due bimbi meravigliosi e vive a Rimini. È una donna bosniaca che è nata a Foča, nel sud della Bosnia, ma che ha vissuto a Sarajevo fino all'età di 10 anni all'orfanotrofio, perché venne lasciata lì da sua mamma quando aveva un anno, all'indomani dello scoppio della guerra di Bosnia", racconta il regista.

Ho cercato di essere prevalentemente sempre in ascolto e di mettere davanti l'etica all'estetica, o meglio arrivare all'estetica e al racconto filmico dopo aver cercato un incontro sincero, creato una relazione reale di fiducia reciproca
Massimiliano Battistella

"Dopo un mese di assedio, due mesi, nel luglio del '92 venne portata in Italia insieme ad altri 66 bambini con due convogli di bus, tramite appunto questa operazione della cooperazione internazionale, e lei, insieme a tutti questi bimbi, venne accolta poi vicino Rimini, a Igea Marina, e lì rimase per un lungo periodo".

"DOM per me è un film che racconta l'infanzia, l'infanzia in qualche modo spezzata, ma che poi va avanti nonostante le difficoltà".

Il film è una co-produzione Italia-Bosnia ed Erzegovina in collaborazione con l’Olanda, ha avuto la sua avant-première al Sarajevo Film Festival 2025 ed ha ricevuto la Nomination del MDR Prize al Festival DOK Leipzig – 68. International Festival for Documentary and Animated Film.

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Il regista di DOM. Credit: courtesy of Massimiliano Battistella

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