L'impatto della crisi idrica sui diritti umani e sull'educazione

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L'organizzazione italiana WeWorld distribuisce acqua potabile in Palestina Credit: Courtesy of WeWorld

L’accesso all'acqua sicura e potabile e ai servizi WASH (Water, Sanitation and Hygiene), è ancora un miraggio per oltre due miliardi di persone, con un forte impatto su tutti gli ambiti della vita, a cominciare dall’educazione.


L'organizzazione italiana WeWorld, attiva da più di cinquant'anni in 25 Paesi del mondo, ha pubblicato l'Atlante Flowing Futures per mettere in evidenza l'importanza dell'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari.

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervista a Martina Albini, coordinatrice del centro ricerche per WeWorld

"Ci siamo resi conto, in tutti questi anni di lavoro, che il settore WASH non riguarda semplicemente rubinetti, bagni e latrine, ma è fondamentale per la realizzazione di altri diritti umani, tra cui la parità di genere, l'educazione e il vivere in ambienti sani e sicuri", sottolinea Martina Albini.

L'Atlante è diviso in sette sezioni che riguardano i vari aspetti dell'impatto del WASH sulla vita e sul benessere delle persone.

Uno degli aspetti più critici riguarda la salute. "Pensiamo alla necessità di avere servizi idrici funzionanti all'interno degli ospedali. Abbiamo sviluppato modalità di lavoro in diverse aree del mondo, come in Palestina, in collaborazione con il Ministero della Salute", afferma Albini.

La parità di genere è un altro tema centrale. In molte zone del mondo, la mancanza di bagni separati per genere significa disincentivare le bambine e le donne dal frequentare luoghi pubblici come la scuola.

"Tre scuole su dieci nel mondo non dispongono di servizi idrici né di servizi sanitari di base. Questo è un problema enorme perché per molti bambini la scuola rappresenta l'unico luogo in cui potrebbero trovare questi servizi", spiega ancora Albini.

L'Atlante affronta anche il cambiamento climatico e la necessità di ridurre l'impronta idrica globale.

"In molte aree del mondo c'è una situazione di forte stress idrico, e questo crea spesso conflitti attorno all'acqua," osserva Albini. "Per questo insistiamo sulla creazione di sistemi di governance comunitari e sul coinvolgimento delle donne nei comitati dell'acqua, poiché sono spesso loro a prendere fisicamente l'acqua per la comunità".

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervista completa

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