I 538 'grandi elettori' dei 50 Stati americani e della capitale mettono il sigillo sulla vittoria di Joe Biden e di Kamala Harris. Trump ancora non accetta la sconfitta, mentre gli Stati Uniti hanno iniziato oggi la somministrazione dei vaccini per il coronavirus.
Le votazioni dei Grandi elettori statunitensi si sono concluse nella mattinata australiana di martedì 15 dicembre (sera di lunedì 14 dicembre negli Stati Uniti).
Con i voti delle Hawaii, Joe Biden ha raggiunto come previsto 306 voti contro i 232 di Donald Trump, un risultato che sancisce la vittoria di Biden.
Piccoli gruppi di dimostranti pro-Trump si sono radunati davanti ai seggi dove si è consumato il rito conclusivo delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020.
"Ora è tempo di girare pagina. Di unire. Di riconciliarsi. Sarò il presidente di tutti gli americani", ha detto Biden in un discorso dopo il voto in cui ha criticato più apertamente che in passato i tentativi di Trump di contestare gli esiti delle urne.
"Adesso sappiamo che nulla, neppure una pandemia o un abuso di potere, può estinguere la fiamma della nostra democrazia", ha proseguito evocando il comportamento di Trump.
"In questa battaglia per l'anima dell'America, la democrazia ha prevalso. Noi il popolo abbiamo votato. La fede nelle nostre istituzioni ha tenuto. L'integrità delle nostre elezioni è rimasta intatta", ha aggiunto.
Giampiero Gramaglia, giornalista ed ex-direttore dell'ANSA ha parlato con SBS Italian di questo sistema elettorale così unico che risale alla fine del Settecento, spiegando come siano "elettori con un margine di manovra molto limitato, che sono vincolati a votare il candidato che ha vinto nel loro stato".
Si è trattato di una riconferma del voto popolare del 3 novembre, che Trump continua a non accettare come valido, mentre ascrive a se stesso il merito della rapidità nell'inizio della distribuzione del vaccino anti COVID-19.

"Grandi camion sono usciti dagli stabilimenti della Pfeizer nel Michigan e a New York, dove il vaccino è arrivato all'alba, e sono già iniziate le vaccinazioni", racconta Gramaglia, aggiungendo che ci sarà da aspettarsi qualche resistenza da parte di una fetta della popolazione statunitense, che costituisce comunque una minoranza.
"Per limitare al massimo queste resistenze alla vaccinazione, è iniziato un programma di mobilitazione dell'opinione pubblica, ha aggiuntio Gramaglia.
"Tutti gli ex-presidenti (Obama, Bush, Carter, Clinton) e Biden hanno già aderito, mentre non ha aderito Donald Trump.
Biden ha già annunciato che intende raggiungere l'obiettivo dei 100 milioni di americani vaccinati nei primi 100 giorni della sua amministrazione.
Questa promessa si aggiunge all'impegno di rientrare nell'accordo di Parigi sul cambiamento climatico, da cui gli Stati Uniti sono usciti formalmente il 4 novembre scorso, proprio il giorno successivo alle elezioni presidenziali.
Ascolta l'intervista completa:
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