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"Quei due passi in più che mi hanno salvato la vita”

Luigi Di Vico, the Italian national who was hit during the Flinders street accident on 21 December 2017
Luigi Di Vico, the Italian national who was hit during the Flinders street accident on 21 December 2017 Source: SBS Italian

Il 25enne Luigi Di Vico, originario di Maddaloni (in provincia di Caserta), stava facendo la spesa nel centro di Melbourne quando è stato colpito da un SUV in Flinders street.


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By Magica Fossati

Source: SBS




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Il 25enne Luigi Di Vico, originario di Maddaloni (in provincia di Caserta), stava facendo la spesa nel centro di Melbourne quando è stato colpito da un SUV in Flinders street.


Luigi Di Vico, 25 anni, è stato l’unico cittadino italiano coinvolto nell’incidente di Flinders street dello scorso 21 dicembre, quando un SUV bianco si è scagliato contro i pedoni che stavano attraversando in direzione di Elizabeth street, in piena ora di punta, mentre le strade erano particolarmente affollate per via dello shopping pre-natalizio. 20 persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave, un uomo è successivamente morto: si trattava di Antonios (Anton) Crocaris, 83enne residente nel quartiere di Northcote.

A poco più di un mese dal tragico incidente, Luigi, con una mano ancora fasciata e qualche lieve segno sul volto, lo ha ricordato ai nostri microfoni. Esordisce spiegando subito di ritenersi molto fortunato perché è stato colpito solo di striscio, cadendo a terra sul lato sinistro del viso e rompendosi il pollice destro.

Luigi vive non lontano dal luogo dell’incidente. Era appena andato in un supermercato di Elizabeth street e stava attraversando la strada verso la stazione di Flinders street.

“Il semaforo per i pedoni era rosso, quando è diventato verde abbiamo iniziato a camminare ed ho sentito una macchina che accelerava, l’istinto mi ha fatto correre e sono stati quei due passi in più che ho fatto che mi hanno salvato la vita”

Luigi successivamente ha rivisto l’incidente in un filmato su youtube e si è visto volare dopo l’urto con l’automobile. Non avendo perso i sensi si è subito rialzato ed è corso via attraverso il sottopassaggio verso Southbank (sull’altro lato del fiume Yarra, ndr), ha chiamato la sua ragazza e sono andati insieme all’ospedale. Lì i medici hanno riscontrato, oltre alle escoriazioni al volto, una frattura alla mano destra e l’hanno trattenuto fino al giorno dopo per accertamenti.

“Quello che più mi fa rimorso è che non mi sono voltato indietro, non ho guardato indietro, non ho visto gli altri se avevano più bisogno confronto a me che comunque riuscivo a camminare con le mie gambe" ci racconta Luigi ripensando a quei momenti concitati e alla sua reazione.

Luigi Di Vico and his brother
Luigi (L) and his brother Giuseppe, who has come to Australia to support him after the accident Source: SBS Italian
"A volte mi dico: potevo dare una mano agli altri. Però la paura, l’istinto in quel momento ti fa correre”

Luigi ha esitato ad avvisare i genitori, inizialmente ha avvertito solo il fratello in Italia ma ha scritto ai genitori che stava bene e non era stato coinvolto nell’incidente. Solo dopo molte ore, nel cuore della notte in Australia, ha trovato il coraggio di spiegare cos’era realmente successo e di rassicurarli sulle sue condizioni.

Una decina di giorni dopo l’incidente, Luigi ha subito un intervento alla mano. Oltre ai danni fisici, ora deve fare i conti anche con l’impatto psicologico di un evento traumatico come quello di cui è stato vittima. Tuttora ha difficoltà a girare da solo per strada.

“Quando sono per strada non trovo pace, non posso sentire un clacson, un camion o una macchina accelerare che ho dei flashback (...) dopo un mese è la prima volta che passo per lo stesso incrocio perché sono accompagnato [dal fratello]”

Luigi e la fidanzata sono in Australia con il working holiday visa. Sono arrivati insieme il 30 marzo 2017 con l’intenzione di rimanere per un anno e fare una bella esperienza all’estero prima di sposarsi ed avere dei figli; insieme avevano già trascorso un periodo negli Stati Uniti. Luigi è cuoco, e fino a poco prima dell’incidente ha lavorato in un ristorante di Melbourne. Purtroppo non aveva acquistato un’assicurazione medica privata allo scadere della copertura Medicare dei primi sei mesi.

“Dissi, ma vabbé, c’ho 25 anni, che cosa mai mi potrà capitare...”

Fortunatamente la TAC, Transport Accident Commission, sta pagando le spese mediche e sta garantendo a Luigi un minimo sostegno economico, visto che per il momento è impossibilitato a tornare a lavorare in cucina.

“Quando sono entrato in sala operatoria l’ho fatto sulle mie gambe e mi sono detto, in fondo non è andata tanto male, e pensavo alle altre vittime che stavano peggio di me”

Nonostante la tragica disavventura in cui è rimasto coinvolto, Luigi non ritiene che il suo ricordo dell’Australia sarà negativo. Melbourne gli è piaciuta molto e gli piace ancora, ma si sente pronto a tornare a casa dai suoi genitori. Nel frattempo il fratello Giuseppe è riuscito a venire a trovarlo per due settimane, dandogli la "carica emotiva" che gli serviva.

L'uomo alla guida del SUV accusato di aver investito una ventina di persone, uccidendone una, verrà processato a partire dal 30 maggio.


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