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“Il capitolo più vergognoso della storia militare australiana”

A member of the Australian Defence Force watches as a Black Hawk helicopter land at the Afghan National Army Officer Academy in Kabul, Afghanistan

A member of the Australian Defence Force watches as a Black Hawk helicopter land at the Afghan National Army Officer Academy in Kabul, Afghanistan Source: AAP Image/POOL/Paul Miller

Con queste parole il giudice Paul Brereton, a capo dell'inchiesta sui presunti crimini di guerra perpetrati dai corpi speciali australiani in Afghanistan, ha definito la conclusione di quattro anni di indagine.


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By Francesca Valdinoci, Dario Castaldo

Source: SBS



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Con queste parole il giudice Paul Brereton, a capo dell'inchiesta sui presunti crimini di guerra perpetrati dai corpi speciali australiani in Afghanistan, ha definito la conclusione di quattro anni di indagine.


Giovedì 19 novembre il generale dell’Australia Defence Force Angus Campbell ha presentato alla stampa le conclusioni di quattro anni di indagine su presunti crimini di guerra perpetrati dalle forze militari australiane in Afganistan.

Durante la presentazione, Campbell ha chiesto scusa due volte: “Al popolo afghano, a nome dell'Australian Defence Force, chiedo sinceramente e senza riserve scusa per qualsiasi illecito da parte dei soldati australiani. Tale presunto comportamento ha profondamente mancato di rispetto alla fiducia riposta in noi dal popolo afghano, che ci aveva chiesto di aiutarlo ... E al popolo australiano, sono sinceramente dispiaciuto per qualsiasi illecito da parte dell'Australian Defence Force. Avete tutte le ragioni di aspettarvi che l’esercito difenda la vostra nazione e i suoi interessi, in un modo che si accordi con i valori e le leggi della nostra nazione”.

Alle scuse di Campbell hanno fatto seguito le parole del primo ministro Scott Morrison, che ha espresso il suo profondo dolore al presidente afgano Ashraf Ghani durante una telefonata ufficiale che ha preceduto la conferenza stampa.

Il rapporto presentato è di 465 pagine, molte delle quali pesantemente redatte e non rese note al pubblico dal giudice Paul Brereton - che ha condotto le indagini.

Il rapporto si basa sull’analisi di decine di migliaia di documenti e 400 testimonianze su 57 episodi (incidents) che hanno coinvolto le forze armate australiane in Afghanistan e che hanno messo in luce uccisioni, abusi e insabbiamenti.

Brereton ha definito quello che è emerso come possibilmente “il capitolo più vergognoso della storia militare australiana”.

La conclusione del rapporto ha raccomandato che si proceda con un’indagine penale a carico di 19 militari australiani che avrebbero ucciso 39 civili afgani, inclusi adolescenti e prigionieri.

L’indagine ha identificato 25 membri o ex membri del personale dell’ADF accusati di aver perpetrato uno o più crimini di guerra. Alcuni dei presunti responsabili stanno ancora prestando servizio nell'esercito australiano.

L’indagine riguarda il periodo il 2005 e il 2016, quindi non durante un conflitto armato diretto, ma piuttosto in situazioni che erano definite nel rapporto “blooding exercise” (“esercizio di sangue”) che prevedevano l’uccisione di prigionieri da parte delle nuove reclute per far provare loro l’esperienza di uccidere per la prima volta.

Questi atti sono considerati crimini di guerra proprio perché le vittime erano civili e non militari.

Inoltre i militari coinvolti avrebbero piazzato armi accanto ai corpi delle vittime, per insabbiare le prove.

Il capo della Difesa australiana ha dichiarato ieri che questi episodi hanno macchiato la buona reputazione internazionale dell’esercito australiano.

Campbell ha annunciato lo scioglimento permanente del secondo squadrone delle forze speciali SAS (Special Air Service Regiment) travolto dall’indagine.

Il Generale ha anche chiesto che venga ritirata la Meritorious Citation for Special Forces, una medaglia che viene assegnata ad un gruppo militare per meriti di servizio, assegnata al personale in servizio del secondo squadrone dal 2007 al 2013. Verranno anche ritirate le medaglie di servizio dei militari coinvolti.

Il governo federale creerà un “Office of the Special Investigator” che esaminerà tutte le accuse penali sollevate nel corso dell’indagine e collaborerà con la pubblica accusa.

Come consigliato nel rapporto, saranno organizzati rimborsi economici per le famiglie delle vittime dei presunti crimini ancor prima dell’inizio dei procedimenti penali.

Il Generale della Difesa, ha annunciato inoltre che verrà inoltre istituito un gruppo di lavoro che si occuperà di cambiare la cultura interna del SAS e di altri reggimenti speciali delle forze armate, in considerazione anche dell’omertà all’interno dei ranghi e dei superiori responsabili di non aver fatto emergere prima la gravità della situazione, tra i quali Campbell ha incluso se stesso.

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti. 

Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.

Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus

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