Il futuro di Julian Assange resta incerto

Stella Assange gives a statement outside the High Court following the decision on whether Julian Assange can appeal against his extradition to the USA.

Stella Assange parla alla stampa davanti alla sede dell'Alta Corte di Londra. Credit: SOPA Images/Sipa USA/AAP Image

Per il fondatore di WikiLeaks Julian Assange il rischio di estradizione negli Stati Uniti è rimandato. L’Alta Corte britannica ha chiesto una serie di rassicurazioni affinché l’incolumità del giornalista australiano possa essere garantita nel caso in cui fosse trasferito negli Stati Uniti.


Gli Stati Uniti hanno tempo fino al 16 aprile per fornire all'Alta Corte britannica garanzie sul trattamento che verrebbe riservato a Julian Assange in caso di estradizione.

Il fondatore di WikiLeaks rischia fino a 175 anni di carcere, ma la preoccupazione più forte dell'Alta Corte è la possibilità che Assange possa essere condannato alla pena capitale.

Secondo il giornalista Giampiero Gramaglia, ad influenzare la decisione dei giudici britannici potrebbe essere stato il timore che il risultato delle elezioni presidenziali di novembre degli Stati Uniti possa mutare l'atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti di Assange.

"L'amministrazione Trump, almeno a parole, era sempre stata più dura nei confronti di Assange rispetto all'amministrazione Biden, che pure continua a perseguire il giornalista", spiega ai microfoni di SBS Italian l'ex direttore dell'ANSA Giampiero Gramaglia.

Ascolta l'analisi del giornalista Giampiero Gramaglia in questo podcast cliccando sul tasto "play" in alto

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