È in corso la fiera australiana dell'agroalimentare, con oltre 900 espositori provenienti da tutto il mondo, e naturalmente anche dall'Italia. Ad accompagnare le aziende del Bel Paese c'è anche il presidente dell'ICE Matteo Zoppas.
Scopri altri nostri podcast cliccando qui.
Per partecipare a Fine Food Melbourne sono venute dal Bel Paese aziende grandi, medie e piccole, alcune per la prima volta, altre già bene inserite nel mercato ma determinate a consolidare ulteriormente la propria presenza Down Under.
Ospitate nel Padiglione Italia, che celebra il centenario dell'agenzia governativa per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane ICE - Italian Trade Agency, hanno proposto una varietà di prodotti di eccellenza, dalle farine all'aceto balsamico, dai prodotti biologici sardi agli arancini siciliani.
Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare il servizio completo
"Al Padiglione Italia abbiamo portato circa 25 aziende italiane dove noi, agenzia ICE, facciamo una collettiva", spiega Matteo Zoppas. "Vuol dire che affittiamo gli spazi e li subaffittiamo, diciamo, con delle condizioni agevolate alle aziende per dare la possibilità, soprattutto alle piccole e medie imprese, di poter presenziare in un mercato come quello australiano e quindi aiutarle ad inserirsi e ad affermare la loro presenza sul mercato".
Tra chi partecipa per la primissima volta a Fine Food c'è Pasta Lori, mulino e pastificio di Matera, rappresentata da Mary Siciliani: "vedo che in Australia c'è molta conoscenza della cucina italiana, e quindi perché non proporre anche la nostra pasta?".

Un mercato attento al Made in Italy e sensibile all'alta qualità, come conferma Tommaso Battaglia, responsabile vendite e marketing dell'Asia Pacific dell'Acetaia Giusti di Modena.
"Veniamo tutti gli anni a Fine Food, per noi è una fiera importante e l'Australia è un mercato importante", spiega Battaglia, "la comunità italiana fa un ottimo lavoro per rappresentare la nostra storia qui in questo Paese".
Al Padiglione Italia della Fiera c'è anche chi propone un prodotto che non sembrerebbe facile da introdurre in Australia, ovvero la carne d'agnello, che l'Australia stessa esporta in tutto il mondo.
Alessandro Mazzette è a Fine Food per la seconda volta con il Consorzio Agnello di Sardegna IGP: ma quale possibilità di imporsi qui può avere questo prodotto? "Io penso che l'agnello [sardo] abbia una sua chance qui in Australia, anche sul mercato australiano, perché è completamente diverso, di piccole dimensioni".

Ma a Fine Food Australia ci sono naturalmente anche gli importatori, come Alessandro Ronzoni, direttore di Royal International Commerce, che importa in Australia dall'America e dall'Europa.
Nel suo stand ha messo in evidenza un'azienda italiana che da tempo opera anche all'estero: "Citterio è un'azienda storica italiana, che 50 anni fa ha aperto uno stabilimento negli Stati Uniti", racconta. Uno stabilimento che si è rivelato importante per l'importazione Down Under.
"A causa dei limiti che la dogana australiana, la biosecurity, pone con l'importazione di alcuni prodotti fatti in Italia, noi possiamo importare mortadella, salame, prosciutto cotto se fatti negli Stati Uniti, altrimenti dall'Italia oggi non abbiamo ancora il permesso di farlo".
"Abbiamo trovato questa via per far apprezzare comunque al pubblico australiano e non la qualità e l'esperienza di un'azienda storica italiana leader nel mondo da 150 anni", aggiunge.
Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare il servizio completo
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.





