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"Sapevano quello che stavano facendo", il processo che potrebbe cambiare i social media

Erin Popolo holds up a photograph of her late daughter Emmy Murillo during a press conference memorializing children lost due to social media harm outside the Ronald V Dellums Courthouse on Tuesday, August 18, 2026 in Oakland, Calif.
Erin Popolo mostra una fotografia della figlia, Emmy Murillo, durante una conferenza stampa in memoria dei bambini e giovani morti in circostanze che le famiglie collegano ai danni causati dai social media, tenutasi martedì 18 agosto 2026 davanti al tribunale Ronald V. Dellums di Oakland, in California. Credit: Josh Edelson/AP Photo/Josh Edelson/AAP Photos

Un processo si è concluso in California con l'impegno di Meta al pagamento di 18 miliardi di dollari statunitensi, oltre che all’adozione di una serie di misure che nei prossimi mesi intendono rifondare il mondo dei social media.


Published

By Massimiliano Gugole

Source: SBS


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Un processo si è concluso in California con l'impegno di Meta al pagamento di 18 miliardi di dollari statunitensi, oltre che all’adozione di una serie di misure che nei prossimi mesi intendono rifondare il mondo dei social media.


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Era un processo che sarebbe dovuto durare per settimane, ma che si è concluso in modo fulmineo: dopo solo quattro giorni Meta, il colosso dei social media che gestisce Facebook ed Instagram è capitolato di fronte ad accuse gravissime, quelle di aver deliberatamente ignorato i rischi alla salute mentale dei più giovani, portando avanti la propria logica di profitto fino a spingere alcuni di questi giovani a gesti disperati.

Secondo Arturo Bejar, ex impiegato Meta che era uno dei testimoni chiave nel processo che 29 Stati USA avevano intentato al colosso diretto da Mark Zuckerberg, "c'è una documentazione interna schiacciante, e l'esperienza mia e di tanti altri, che mostrano un'azienda per cui la sicurezza è teatro".

Questo è un momento cruciale per ripulire un settore che ha fatto male ai nostri figli.
Rob Bonta, Attorney General della California

Meta non ha accettato "di aver commesso nessun crimine", spiega Francesco Bailo, docente di analisi dei dati nelle scienze sociali all'Università di Sydney, che specifica come non si tratti di un patteggiamento, ma una decisione presa per evitare la decisione del tribunale e lo stillicidio dei racconti drammatici che continuavano ad emergere, anche dalle famiglie delle giovani vittime.

Questo processo di continua uscita di testimonianze, sia interne che dei genitori, avrebbe potuto davvero diventare ancora più devastante, in un momento in cui l'azienda chiaramente vuole concentrarsi su altro, ovvero sull'AI.
Francesco Bailo, docente di analisi dei dati nelle scienze sociali all'Università di Sydney

Limitazioni all'uso durante gli orari scolastici, la notte e la protezione per i più giovani "dall'algoritmo di raccomandazione che Instagram e Facebook usano per definire quali sono i contenuti più accattivanti" sono alcune delle misure che Meta ha accettato di implementare, oltre ad un pagamento che potrebbe arrivare ad un totale di 18 miliardi di dollari statunitensi.

Bailo identifica nell'adozione da parte dell'Australia del divieto di utilizzo dei social media ai minori di 16 anni uno dei momenti chiave che ha portato ad un cambiamento di coscienza a livello globale: "è stato un segnale, il primo segnale forte di un governo, che poteva appunto intervenire per porre dei limiti a quello che le big tech potevano fare".

In Australia sono disponibili servizi di assistenza in caso di crisi e di prevenzione del suicidio attivi 24 ore su 24:

  • Lifeline: al numero 13 11 14 è possibile ricevere assistenza in caso di crisi e servizi di prevenzione del suicidio.
  • Beyond Blue: al numero 1300 224 636 è possibile ricevere consulenza gratuita e riservata sulla salute mentale.
  • Suicide Call Back Service: al numero 1300 659 467 è possibile ricevere consulenza professionale telefonica e online.
  • Emergenza (000): chiamare immediatamente in caso di minaccia diretta alla sicurezza o alla vita.

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