Punti chiave
- Il conteggio delle vittime causate dalla bufera che sta colpendo vari Stati dell'America del Nord continua a salire
- Principale responsabile, a detta degli esperti, è la concomitanza di condizioni estreme
- Le temperature dovrebbero iniziare a risalire da domani
La bufera di neve che sta mettendo in ginocchio diversi Stati del Nord America non accenna a placarsi.
Gli ultimi numeri parlano di 72 persone che hanno perso la vita a causa di quella che è stata chiamata la "tempesta del secolo".

Quasi la metà delle vittime, ben 33, sono decedute nel solo nel nord-ovest dello Stato di New York, ed in particolare vicino a Buffalo, a pochi chilometri dal Canada e dalle famose cascate del Niagara.
A quanto dicono gli esperti di meteorologia, la bufera è divenuta di portata epocale, specialmente in quella zona, a causa di una serie di cause concomitanti. Alle bassissime temperature si sono infatti aggiunte raffiche di vento fortissime, fino quasi a 50 km/h, che hanno esacerbato quello che in termine tecnico è noto come lake effect snow.
In altre parole, questa neve viene prodotta durante le condizioni atmosferiche più fredde quando una massa d'aria fredda si muove attraverso lunghe distese di acqua lacustre più calda, e la zona di Buffalo si affaccia su due grandi laghi, l'Erie e l'Ontario.
Questo spiegherebbe i numeri allarmanti, come quelli relativi ai livelli di neve (che crescono di oltre 5 cm l'ora) rendendo di fatto impossibile liberare le vie di collegamento.
Per questo motivo, nella contea di Erie, dove si trova Buffalo, vige ancora il divieto alla circolazione. A detta di Silvana Mangione, vice segretaria del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero per i Paesi anglofoni e cittadina newyorkese di lunga data, la cittadinanza ha però in alcuni casi trascurato gli allerta.
Il sindaco di Buffalo aveva istituito il divieto di circolazione dal 23 dicembre, ma nessuno lo ha rispettato.S. Mangione
Il disagio si estende, come detto, ad altre zone, tanto che il conteggio delle vittime coinvolge 12 diversi Stati. In Mississippi, ad esempio, si parla di tubature esplose, con migliaia di famiglie senz’acqua, mentre non si contano i problemi relativi all’approvvigionamento energetico, con migliaia di case senza energia elettrica.
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