Sono passati quasi quarant'anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, l'allora quindicenne figlia di un commesso pontificio e da altrettanto tempo la famiglia, e il fratello Pietro in particolare, si interrogano su quanto accaduto, chiedendo chiarimenti al Vaticano, che secondo loro conosce la verità sulla sorte di Emanuela.
Anche la politica italiana sembra avere dubbi sull'innocenza del Vaticano e lo scorso dicembre in parlamento è stata istituita una commissione bilaterale per indagare, oltre che sulla scomparsa di Emanuela, anche su quella di Mirella Gregori e sull'omicidio di Simonetta Cesaroni.
Il Vaticano sa più di quanto dice: uno Stato sovrano, nel cui territorio è avvenuto il rapimento di Emanuela Orlandi, deve farsi sentire e non stare passivamente alla versione che il Vaticano offre di questa vicenda.Carlo Calenda
La giustizia vaticana ha annunciato nei giorni scorsi l'apertura di nuove indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.
In passato, sottolinea il giornalista Carlo Fusi, le inchieste erano state sempre lasciate alla magistratura italiana, nonostante la Orlandi fosse cittadina vaticana.
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