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La pubblica (in)utilità dell'app COVIDSafe

The Australian Government's new voluntary coronavirus tracing app 'COVIDSafe

The Australian Government's new voluntary coronavirus tracing app 'COVIDSafe' Source: AAP Image/Scott Barbour

Pochi mesi dopo la sua introduzione e nonostante gli oltre 6 milioni di download, l'app COVIDSafe sembra finita nel dimenticatoio. Andiamo a scoprire il perché insieme al nostro esperto di tecnologia, Davide Gaido.


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By Carlo Oreglia

Presented by Federico Solchi

Source: SBS



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Pochi mesi dopo la sua introduzione e nonostante gli oltre 6 milioni di download, l'app COVIDSafe sembra finita nel dimenticatoio. Andiamo a scoprire il perché insieme al nostro esperto di tecnologia, Davide Gaido.


Al momento del lancio di COVIDSafe, il governo ha utilizzato martellanti campagne di sensibilizzazione affinché la popolazione scaricasse sul proprio telefono questa applicazione che, grazie allo scambio di segnali Bluetooth tra due telefoni, avrebbe dovuto facilitare il tracciamento dei casi di coronavirus.

Ad oggi però risulta poco chiaro quanto l'app sia stata utilizzata con successo a questo scopo da parte delle autorità di sanità pubblica.


Punti chiave

  • Non ci sono dati pubblici che dimostrino in modo inequivocabile l'efficacia dell'app COVIDSafe
  • Il nuovo social media TikTok appassiona il pubblico più giovane, ma desta grande preoccupazione a causa del fatto che la proprietà dell'app è cinese
  • L'ACCC ha lanciato un procedimento legale contro Google per non aver informato gli utenti in maniera corretta sull'utilizzo dei loro dati personali

"L'app non sta funzionando come dovrebbe e questo è dovuto principalmente alla decisione del governo di utilizzare un nuovo protocollo ad hoc, invece che utilizzare i protocolli esistenti" ha affermato l'esperto di tecnologia, Davide Gaido.

"Le esperienze di Irlanda e Germania sono quelle di maggiore successo in questo campo perché i governi di questi Paesi hanno deciso di utilizzare gli API sviluppati da Google ed Apple".

"Il problema è che non sono disponibili pubblicamente dati che riguardano l'efficacia dell'app" continua Gaido. La mancanza di dati non permette dunque agli analisti di capire se gli investimenti fatti dal governo in questo campo abbiano avuto gli effetti sperati, o se invece siano stati largamente futili.

L'impressione presente all'interno della comunità tecnologica sembra propendere per la seconda opzione.

I residenti della zona metropolitana di Melbourne devono restare a casa e possono uscire solo per acquistare cibo e generi di prima necessità, per lavorare, studiare, fare esercizio oppure prestare o ricevere assistenza. Si consiglia di indossare mascherine in pubblico.

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.

Se avete sintomi da raffreddore o influenza, richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080. 

Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus.

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