Convocando i vertici militari alla vigilia di Natale, Vladimir Putin ha fissato gli obiettivi strategici per il 2023 e ha negato che sia Mosca a rifiutare il negoziato con Kiev.
Il presidente russo ha anzi, ancora una volta, puntato il dito contro le potenze occidentali che a suo parere interferiscono nel processo di pace.
Al discorso di Putin ha fatto da contraltare quello del vice presidente del Consiglio di sicurezza del Cremlino, Dimitri Medvedev, per il quale viceversa l'obiettivo russo resta quello di "distuggere il regime di Kiev".
Dopo una giornata di intensi bombardamenti su Kherson, il Natale è stato vissuto in Ucraina tra nuovi allarmi aerei.
Rientrando dalla missione a Washington, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l'intenzione di presentare un piano di pace entro la fine di febbraio.
Nelle ore scorse, poi, il Ministro degli Esteri ucraino Kuleba ha specificato che il piano potrebbe essere presentato alle Nazioni Unite e che il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres dovrebbe esserne mediatore e garante.
Kuleba ha anche fissato alcune condizioni per l'apertura del dialogo con Mosca, ovvero l'estromissione della Russia dal Consiglio di sicurezza dell'ONU e la condanna dei crimini di guerra commessi dal Cremlino.

"A meno di sorprese o di soluzioni imprevedibili siamo di fronte a una tragedia che durerà ancora a lungo, perché entrambe le parti hanno troppo da perdere", commenta il giornalista Giuseppe D'Amato.
Ascolta SBS Italian ogni giorno, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook, Twitter e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.



