Nel mese di aprile, circa 750 koala sono stati abbattuti nel Budj Bim National Park, nel Victoria occidentale. La notizia ha fatto il giro del mondo per le modalità con cui gli animali sono stati uccisi, ovvero da un cecchino che si trovava a bordo di un elicottero.
Secondo James Todd, Chief Biodiversity Officer del Dipartimento per l’Energia, l’Ambiente e l’Azione climatica (DEECA), il motivo per cui si doveva agire presto erano le gravi condizioni dei marsupiali, feriti gravemente dal bushfire che aveva colpito il parco nelle settimane precedenti.
"Non avevamo altra scelta", ha esordito Todd, "perché molti koala erano gravemente feriti e più di 2.000 ettari di parco erano stati colpiti dall'incendio. A questo problema, che di per sé rende pericolosa un'azione da terra, si aggiunge il fatto che il Budj Bim Park sorge su terreno lavico e ha molte zone scoscese e difficili da percorrere a piedi", ha spiegato.

Il Budj Bim Cultural Landscape, che fa parte del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Credit: AAP Image/Supplied by Office of the Premier of Victoria
Sullo sfondo di questa vicenda sembra quindi aleggiare una mancata trasparenza da parte del DEECA, sottolineata da Hicks e anche da Valentina Mella, Senior Lecturer alla Sydney School of Veterinary Science, secondo la quale in questa operazione ai danni dell'incendio si aggiungono altri fattori che potrebbero alimentare sospetti di mancata trasparenza.
Si sa che in Victoria c'è un sovrappopolamento di koala. Quello che colpisce qui è il fatto che questo evento è venuto fuori dalla stampa, ma non era stato annunciato dal DEECA.Valentina Mella
In Victoria i koala sono in sovrannumero, così come in South Australia, mentre sono considerati a rischio negli altri Stati. Secondo Mella, però, è praticamente impossibile pensare di spostare comunità di koala da una zona all'altra: "I problemi sono di ordine genetico e di scarso adattamento dei koala a condizioni differenti", ha spiegato.
Una foto di Budj Bim National Park dopo l'incendio. Credit: Victorian Department of Energy, Environment and Climate Action.
Una di queste patologie è la clamidia, malattia venerea che affligge quasi tutti i koala del Victoria. Nel settembre scorso, in NSW, alcuni esemplari sono risultati positivi alla clamidia all'interno di una delle pochissime comunità di koala in cui il batterio non si era ancora presentato.
Il rischio di contaminare una delle pochissime comunità di koala ancora senza clamidia era quindi altissimo, ma il governo del NSW decise di non rendere pubblica la notizia, fatto che si aggiunge ad una gestione governativa della wildlife non sempre cristallina.
Questo mancato allarme, secondo Mella, ha di fatto permesso alla clamidia di girare indisturbata "perché se non vengono adottate certe misure nei centri di assistenza degli animali selvatici, il contagio è pressoché certo".




