Visti: La politica migratoria ritorna al centro del dibattito politico australiano

La leader dell'Opposizione Sussan Ley durante un Question Time in parlamento.

La leader dell'Opposizione Sussan Ley durante un Question Time in parlamento. Source: AAP / LUKAS COCH/AAPIMAGE

La Coalizione, guidata da Sussan Ley, si prepara a presentare la sua nuova politica sull’immigrazione, inizialmente attesa per dicembre ma rinviata dopo l’attacco di Bondi. In questi giorni stanno emergendo alcune anticipazioni del nuovo approccio dell'opposizione federale.


Secondo l’Opposizione, il governo avrebbe perso il controllo dei numeri dell’immigrazione, in particolare del cosiddetto Net Overseas Migration, ovvero la differenza tra chi entra e chi esce dal Paese.

Il problema per i liberali non riguarderebbe solo gli ingressi, ma soprattutto le mancate partenze: molti migranti con visti temporanei resterebbero infatti in Australia più a lungo del previsto.

"Se guardiamo ai numeri reali dell'Australian Bureau of Statistics, vediamo che la migrazione netta è stata sempre in positivo storicamente, cioè c'è più gente che arriva che quella che parte, tranne ovviamente nel periodo del Covid-19", obietta però l'agente d'immigrazione Emanuela Canini ai microfoni di SBS Italian.

Al centro delle critiche della Coalizione ci sono i Bridging Visa, concessi a chi è in attesa di una decisione su un nuovo visto o di un eventuale appello dopo un rifiuto.

Ascolta l'intervento di Emanuela Canini cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra

A causa delle lunghe tempistiche burocratiche, il numero di persone in possesso di questi visti è cresciuto in modo significativo.

La proposta anticipata prevede quindi due misure drastiche: il congelamento dei visti permanenti e una forte accelerazione nello smaltimento delle pratiche dei Bridging Visa.

Ma secondo Canini, questa accelerazione non va letta come un favore burocratico per snellire le attese.

"Processare velocemente queste pratiche significa, statisticamente, arrivare a un alto numero di rifiuti in tempi brevi, costringendo di fatto migliaia di persone che si trovano in quel limbo a lasciare l'Australia immediatamente per riequilibrare la voce 'uscite' del bilancio".

Puntare il dito quindi contro i Bridging Visa secondo Canini è un'operazione "semplicistica", all'interno di un sistema dalle mille sfaccettature.
Sicuramente contribuiscono, ma ci sono molte altre cose da valutare
Emanuela Canini
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