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La Commissione sull'assalto al Congresso ha chiesto di incriminare Trump

Capitol Riot Arrest Illinois

Dimostranti e sostenitori dell'allora presidente uscente Donald Trump mentre prendono d'assalto il Campidoglio a Washington il 6 gennaio 2021. Source: AP / John Minchillo/AP/AAP Image

La Commissione della Camera statunitense che ha indagato sull'attacco al Congresso avvenuto il 6 gennaio 2021, ha stabilito che l'ex presidente Donald Trump avrebbe cercato di rovesciare i risultati elettorali attraverso un complotto.


IN SINTESI
  • La Commissione della Camera USA ha suggerito che Trump venga perseguito
  • Gli vengono contestati quattro reati tra cui l'incitamento all'insurrezione
  • Fino a che il procedimento non sarà concluso, Trump potrebbe essere candidato ed eletto

La Commissione della Camera, che da diciotto mesi portava avanti un'indagine sull'attacco al Congresso del 6 gennaio 2021, ha suggerito al Ministero della Giustizia di perseguire penalmente Donald Trum per quattro reati: intralcio a una procedura ufficiale; cospirazione ai danni degli Stati Uniti; cospirazione per false dichiarazioni; incitamento o assistenza all’insurrezione.

Ne abbiamo parlato con Giampiero Gramaglia, giornalista ed ex direttore dell'Ansa, al quale abbiamo chiesto quali siano le possibilità concrete che l'ex presidente venga effettivamente incriminato.

"Il voto della Commissione della Camera non ha un impatto immediato. Non costringe, non impone al Dipartimento della Giustizia (...) di muoversi nel senso indicato dai deputati", ha specificato Gramaglia.

Quello che è successo è comunque senza precedenti, e il Ministero della Giustizia ha già avviato per conto suo un'inchiesta nei confronti del comportamento di Trump durante i fatti del 6 gennaio 2021. Non è escluso che possa arrivare alla decisione di aprire un procedimento giudiziario.

È anche doveroso ricordare che "i guai giudizari di Trump sono più ampi", continua Gramaglia. L'ex presidente è infatti anche oggetto di un'inchiesta federale da parte del Ministero della Giustizia, che sta cercando di fare luce sul fatto che Trump avrebbe portato via della Casa Bianca molti documenti riservati che sarebbero dovuti rimanere agli archivi nazionali.

A questo si aggiunge un'inchiesta dello stato della Georgia riguardo alle pressioni che sarebbero state fatte dall'ex presidente nei giorni successivi alle elezioni presidenziali svoltesi il 3 novembre 2020, perché venissero falsati i risultati elettorali in suo favore.

Inoltre sono in corso tre procedimenti giudiziari nei confronti della sua holding per presunti reati fiscali.

Per l'ex presidente si prospetta un percorso giudiziario lungo e difficile ma, afferma Gramaglia, lui "sostiene che è tutta una persecuzione ai suoi danni, tutto un tentativo dei democratici di indebolire la sua candidatura già annunciata alla nomination repubblicana per il 2024, e annuncia battaglia su tutti i fronti".

Se anche Trump venisse processato, fino a che una sentenza non lo escluderà dai pubblici uffici, potrebbe ancora essere candidato e addirittura eletto.

Per Gramaglia "la popolarità di Trump resta alta in una fetta dell'elettorato che non è senz'altro (...) in grado di eleggerlo (...) ma che è in grado di determinare l'esito delle primarie repubblicane".

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