Un documento ottenuto dal quotidiano Politico ha rivelato agli statunitensi l’intenzione della Corte Suprema di annullare una sentenza del 1973, Roe contro Wade, che di fatto ha istituito il diritto all’aborto nel Paese.
La Corte ha confermato l’autenticità del documento, condannandone la pubblicazione non autorizzata e sottolineando che quella era una bozza che non rappresenta le decisioni finali dei giudici.
È apparso però chiaro che esiste una maggioranza ora nella massima corte statunitense che potrebbe di fatto annullare il diritto all’aborto, con molti stati già pronti a bandirne la pratica seguendo l’esempio del Texas.
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Sono già 22 gli stati che hanno proposto la messa al bando dell’interruzione di gravidanza e l’unico motivo che li ha, per il momento, fermati è proprio quella sentenza, la Roe contro Wade.
Secondo il giornalista Giampiero Gramaglia il tema dell'aborto esemplifica la polarizzazione che, almeno dalla presidenza Trump, contrassegna il Paese.
I giudici della Corte Suprema vengono indicati dal Presidente e poi riconfermati dal Senato.
Nel giro di un mandato presidenziale - cosa rarissima - uno stesso Presidente ha nominato tre giudici, tutti e tre conservatori, rovesciando gli equilibri della Corte Suprema.
Ascolta l'intervento di Giampiero Gramaglia
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