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La storia dimenticata degli "stranieri" nell'esercito australiano

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Charlie D'Aprano and his wife Zelda on their wedding day.

Charlie D'Aprano and his wife Zelda on their wedding day. Source: Seona D'Aprano


Published 6 July 2022 at 12:18pm
By Carlo Oreglia
Source: SBS

Durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre 4000 soldati "stranieri" entrarono a fare parte dell'esercito australiano, nonostante non fossero stati naturalizzati.


Published 6 July 2022 at 12:18pm
By Carlo Oreglia
Source: SBS


Quattromila soldati australiani che vennero arruolati nel secondo conflitto bellico non presero mai in mano un’arma. Il loro ruolo nelle retrovie era essenziale per la logistica, ma la loro caratteristica più peculiare era un’altra: sebbene parte essenziale dell’esercito australiano, questi 4000 soldati in realtà erano “aliens”, ovvero stranieri che non erano sudditi della Regina, essendo molti di loro nati in altri Paesi.

La loro storia viene raccontata in , la storia dimenticata dell’eccezionale contributo dei "soggetti non britannici" all’Australia nella Seconda Guerra Mondiale, realizzato di June Factor.

Secondo i suoi calcoli, nell’esercito australiano c’erano soldati di oltre 40 nazionalità diverse, con 12 lingue parlate.

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Members of 6th Employment Company unloading railway trucks.
Members of 6th Employment Company unloading railway trucks. Source: Wolfgang Sievers


Questi soldati erano militari sotto ogni aspetto, ma non ricevettero mai armi né vennero inviati all’estero.
Erano parte dello sforzo bellico con ruoli logistici, caricavano i camion, distribuivano vettovaglie ed erano utilizzati in tutto il Paese.

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Durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre 4000 soldati "stranieri" entrarono a fare parte dell'esercito australiano, nonostante non fossero stati naturalizzati.

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06/07/202211:14


La creazione delle "Employment Companies

I soldati stranieri vennero intruppati nelle cosidette "Employment Companies", eufemismo per il nome originario che era "Labour Company", ma che venne scartato forse per la connessione con il partito laburista allora al governo.

In questa "Employment Company" c'erano molti italiani, che si trovavano da una parte considerati nemici dello Stato e internati nei campi di prigionia, dall’altra contribuivano attivamente allo sforzo bellico nei ranghi del Commonwealth.
A risolvere la contraddizione, la pressante necessità di avere più forza lavoro possibile e la consapevolezza che non tutti gli italiani sostenevano il regime fascista di Mussolini.

Members of 6th Employment Company with snake. From left: George Collins, Nicholas Raftopoulos, Con Vlasopoulos and Gery Valianos.Tocumwal, 1942.
Members of 6th Employment Company with snake. From left: George Collins, Nicholas Raftopoulos, Con Vlasopoulos and Gery Valianos.Tocumwal, 1942. Source: Nick Raftopoulos


Secondo June Factor, c’erano circa 3800 italiani arruolati con questo ruolo nell’esercito australiano.

Uno di loro intervistato da June Factor era Charlie D’Aprano, che le confidò di essere rimasto deluso dalla sua situazione.

Quello che volevo fare era combattere contro i fascisti e l’unica cosa che ho fatto è stata caricare e scaricare treni!
L’utilizzo di questi strani corpi militari creò anche scene surreali, come quando una delle compagnie venne portata a fare delle marce nell’interno australiano e il comandante ordinò loro di cantare.

Essendo i componenti tedeschi e austriaci, le uniche canzoni che sapevano erano in tedesco, per cui si assistette ad una colonna di soldati nell’entroterra australiano cantare canzoni nella stessa lingua dei nemici per eccellenza.

Chi erano questi soldati?

Alcuni dei soldati erano in Australia da generazioni, altri appena arrivati Down Under come il padre dell’autrice del libro Soldiers and Aliens, convinto anti-fascista e arrivato nel ’38 dalla Polonia.

La guerra scoppiò nel ’39 e lui si arruolò nel ’41
Ma chi veniva chiamato alle armi?

La scelta era molto pratica, come dimostra il caso di un fruttivendolo italiano il cui impiegato venne chiamato alle armi ma non lui. Il governo aveva tutto l’interesse a tenere i business aperti, per cui tendeva a chiamare alle armi persone più giovani senza responsabilità di piccole imprese sulle loro spalle.

June Factor sottolinea ai microfoni di SBS Italian come decenni prima della comparsa del concetto di multiculturalismo, l’esercito australiano adottò per necessità  questa strategia, nonostante fosse per natura un’istituzione conservatrice.

Questa armata non vantava nessun membro dall’Africa, pochi dall’America Latina e un gran numero di cinesi, tant’è che erano presenti diverse compagnie tutte cinesi, “anche se molti australiani cinesi oggi lo ignora completamente”.

Il grosso di questi soldati veniva come prevedibile per quei tempi dall’Europa.

La più grande sorpresa per June Factor durante le ricerche che l’hanno portata alla scrittura del suo libro è stata la flessibilità dei governi australiani: “in un Paese che avrebbe dovuto essere ‘britannico fino al midollo’ come si descrivevano”.

La necessità forzò la mano all’Australia, con grandi dibattiti tra i responsabili del governo sulle formule da usare per il giuramento di questi soldati, visto che la stragrande maggioranza non erano nemmeno naturalizzati.

Alla fine nonostante fossero nell’esercito non firmarono nessun documento di fedeltà alla patria, prova del loro status ambiguo di partenza.

Il libro "Soldiers and Aliens. A forgotten history of the remarkable contribution of non- British subjects to Australia in World War II" di June Factor è uscito il 15 giugno scorso.

Ascolta la sua intervista integrale in inglese. 

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During WWII the Australian Army conscripted over four thousands soldiers who weren't British subjects.

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05/07/202212:38
 

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