Dopo 11 giorni di scontri violenti, da venerdì 21 maggio vige tra Hamas e esercito israeliano il cessate il fuoco. Gli Stati Uniti tenteranno di mediare per il raggiungimento di un accordo questa settimana.
Lo scorso 23 maggio il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha invocato una "totale aderenza" al cessate il fuoco nella prima dichiarazione rilasciata dallo scoppio delle violenze tra Hamas e Israele.
Nella stessa dichiarazione viene sottolineata la "necessità immediata di assistenza umanitaria alla popolazione palestinese civile, specie a Gaza".
Israele ha provvisoriamente aperto un varco verso la striscia di Gaza per permettere l'arrivo di cibo, carburante e medicine.
"Gaza è sull'orlo di una crisi umanitaria", racconta ai microfoni di SBS Italian Michele Giorgio, giornalista e corrispondente da Gerusalemme.
Un sistema sanitario che è al collasso, si parla di 15-17.000 unità abitative danneggiate o distrutte, la rete idrica è danneggiata, l'elettricità è limitata a 2-3 ore il giorno.
Si attende nei prossimi giorni la visita in Israele e nei Territori Palestinesi del segretario di stato statunitense Antony Blinken, un intervento che ci si augura possa contribuire al raggiungimento di un accordo.
Durante gli 11 giorni di violenze sono state uccise 256 persone, 243 a Gaza e 13 in Israele.
Ascolta il resoconto e l'analisi di Michele Giorgio da Gerusalemme
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