In evidenza
- Il boss mafioso si era reso irreperibile subito dopo la cattura di Totò Riina, avvenuta trent'anni fa
- Matteo Messina Denaro ora si trova in regime di 41bis in una delle celle singole del supercarcere dell'Aquila Le Costarelle
- Era nella lista dei dieci latitanti più ricercati al mondo
Una giornata storica, così l’ha definita la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni, mentre il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia ha dichiarato che è stato catturato "l'ultimo stragista responsabile delle stragi del 1992-93", riconoscendo che fino a quel momento del superlatitante non si sapeva nemmeno che faccia avesse.
"Sappiamo che si è trattato di un'indagine derivata da una sorta di incrocio dei dati tra le polizie e la Procura di Palermo", spiega ai microfoni di SBS Italian Anna Sergi, professoressa di Criminologia e Crimine Organizzato alla University of Essex.
Sarebbe infatti emersa da intercettazioni la notizia della malattia del latitante, e da un'analisi dei dati relativi alle prenotazioni ospedaliere si è risaliti all'alias usato da Messina Denaro per sottoporsi alle cure chemioterapiche di cui ha bisogno, quello di Andrea Bonafede.

"Rimangono grandi dubbi: chi lo ha aiutato e fino a che punto lo ha aiutato a rimanere un fantasma", sottolinea Sergi.
Nato il 26 febbraio 1962, Messina Denaro era legato alla strategia della tensione corleonese ed è stato oggetto di almeno venti condanne all’ergastolo per altrettanti delitti, tra cui quello di Giuseppe Di Matteo, figlio di un collaboratore di giustizia, ucciso a 14 anni nel 1996 dopo due anni di prigionia, e i cui resti vennero sciolti nell'acido.
"Messina Denaro fa parte di quella rosa di nomi, e stiamo parlando di cinque o sei persone, che rappresentavano l'ala militare intorno a Totò Riina, addirittura Messina Denaro era un po' il pupillo di Riina", sottolinea Anna Sergi.
"Ha concordato la strage di Capaci e quella di via D'Amelio", in cui vennero uccisi rispettivamente i magistrati Giuseppe Falcone e Paolo Borsellino, insieme a membri della scorta e a Francesca Morvillo, moglie di Falcone.
Questo arresto per Anna Sergi "assesta un colpo ideologico" alla mafia.
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