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Lavorare come infermiera in Australia: soddisfazioni e frustrazioni

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Violetta Mucerino è arrivata in Australia da adolescente. Qui ha deciso di diventare infermiera e di lavorare nelle aree più svantaggiate del NSW. Ci ha raccontato che cosa ha scoperto.


IN EVIDENZA
  • Violetta Mucerino ha lavorato come infermiera nelle aree rurali del NSW
  • In alcune aree l'accesso ai servizi medici non è semplice
  • Violetta cerca un posto dove si dia valore alla parte umana ed emotiva del paziente

Violetta Mucerino, giovanissima italo-australiana, ha maturato, durante il percorso universitario, il desiderio di lavorare nelle aree rurali del New South Wales.

La spinta è nata dal desiderio di conoscere realtà diverse da quelle urbane che le erano familiari, ma anche da quello di poter fare la differenza per i pazienti.

Ai nostri microfoni ha raccontato di aver presto "scoperto che ci sono degli svantaggi nelle aree rurali e remote dell'Australia (...) per quanto riguarda l'accesso ai servizi sanitari".

Questo è uno dei fattori che l'ha portata a decidere di iniziare il suo percorso professionale proprio da lì.

Inizialmente ha avuto la possibilità di accedere a vari tirocini tramite l'università, che incentiva fortemente esperienze del genere data la grande necessità di personale.

Il suo primo incarico è stato a Broken Hill, dove ha lavorato all'interno di una prigione ed è entrata in contatto con una realtà pesante.

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Violetta ha tuttavia saputo vedere molti vantaggi, sia umani che professionali.

I piccoli centri offrono la possbilità di creare più facilmente legami e, allo stesso tempo, ci ha spiegato, "offrono molte più opportunità di crescita professionale (...) ti aiutano e ti spronano tanto. Perchè ne hanno più bisogno".

Questa prima esperienza si è rivelata estremamente positiva e formante.

"Sono posti particolari, molto belli, spesso vibranti (...) mi sono veramente sentita parte di qualcosa".

Proprio per questo ha deciso di intraprendere un percorso post laurea della durata di un anno, che prevede di svolgere la professione per sei mesi in un'area rurale e per i restanti sei in un'area urbana.

Violetta ha scelto ancora Broken Hill. Non più la prigione, ma la realtà ospedaliera di un reparto di medicina generale.

Qui si è trovata a dover affrontare molte difficoltà legate soprattutto alla carenza di personale.

Ai nostri microfoni ha spiegato che "ti puoi ritrovare a doverti prendere cura di davvero tante persone e purtroppo ne perde l'aspetto umano (...) che dovrebbe essere l'essenza dell'infermieristica".

Secondo Violetta, il sistema, per come è costruito, premia chi riesce a portare a termine tutti i compiti previsti durante la giornata, mentre lei vorrebbe "trovare un posto dove diano valore alla parte umana ed emotiva".

Per questo, sta valutando di spostarsi in un reparto pediatrico o di terapia intensiva, e non esclude di interessarsi anche, in futuro, ai servizi sociali.

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