Gli Azzurri non parteciperanno alla fase finale di un Mondiale per la seconda volta consecutiva.
A quattro giorni dalla sconfitta contro la Macedonia del Nord, il dibattito sulle cause del fallimento è ancora acceso e la ferita, per gli appassionati di calcio, è ancora aperta.
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"A livello internazionale ogni match è difficile. Ma a Palermo davanti a 35mila spettatori tu - Italia - devi vincere", commenta Alessandro Diamanti ai microfoni di SBS Italian.
L'ex azzurro, finalista agli Europei del 2012, conosce bene La Favorita e anche quell'Aleksandar Trajkovski che ha segnato il gol-partita ("ha giocato con me proprio a Palermo, ma non mi stava un granché simpatico").

I problemi c'erano anche a giugno, ma la vittoria dell'Europeo ha illuso
"Adesso non abbiamo i Totti, i Vieri, i Del Piero, i Pirlo ... quei giocatori che riuscivano a vincere le partite anche da soli, quando la squadra non girava".
"In Italia i campioni non ci sono più, ma contro la Macedonia del Nord quelli che c'erano sarebbero dovuti bastare, avrebbero dovuto vincere" aggiunge Alino, che da due anni vive a Melbourne.
Il trionfo di Wembley

It's coming Rome!
Il centrocampista del Western United difende il CT. "Mancini non ha colpe: i problemi c'erano anche a luglio, quando abbiamo vinto l'Europeo, ma il successo ci ha fatto nascondere la polvere sotto il tappeto".
"La verità è che ci sono troppi stranieri nel calcio italiano e che tra questi non vedo molti fenomeni. E sono 20 anni che sento dire che bisogna riformare i settori giovanili e investire sulle Primavere", conclude Diamanti.
La Nazionale è lo specchio di un Paese che sta andando allo scatafascio
Sull'argomento abbiamo registrato anche le opinioni degli italiani d'Australia.
“La Nazionale è lo specchio di un Paese che sta andando allo scatafascio: l’Europeo è stato un momento unico, dopodiché Mancini avrebbe dovuto cambiare uomini e modulo. I CT peccano sempre di eccesso di gratitudine, ma i giocatori in attacco sono mediamente scarsi”, dichiara Fernando da Sydney.

“I settori giovanili fanno ridere, le squadre non investono come dovrebbero e ci sono pochi giocatori da selezionare per la Nazionale”, aggiunge Paolo da Wollongong.
“Il problema è che non abbiamo talenti rispetto a 20 anni fa. L’Under 21 di oggi deve attingere alla Serie C", commenta Giulio da Melbourne.
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“Il calcio non è una scienza perfetta. Ci sono momenti in cui tutto ti va bene e altri in cui tutto ti va contro. Mancini ha fatto un ottimo lavoro e ha ottenuto risultati da un gruppo non particolarmente qualitativo”, dice Fabio.
“All’Italia e a Mancini è mancato il coraggio”, conclude Wladimir.
Riascolta qui il dibattito sulle ragioni alla base della mancata partecipazione dell'Italia a Qatar 2022 con l'intervento di Alessandro Diamanti:
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