Il suo nome richiama una piantagione in Giamaica nella quale erano impiegati gli schiavi arrivati dall'Africa. Anche per questo, il municipio melbourniano di Moreland potrebbe essere a breve ribattezzato.
La zona a nord del centro, che comprende alcuni quartieri (Brunswick, Coburg, Fawkner) ad alta concentrazione di italiani e italo-australiani, era stata battezzata così nel 1994.
Lo spunto era stato fornito dal primo proprietario bianco della zona tra Monee Ponds creek e Sydney road, un tal Farquar Mcrae, che aveva acquistato il terreno (senza il permesso dei elders aborigeni) e lo aveva chiamato come la tenuta dei Caraibi appartenuta a suo padre e a suo nonno, nella quale erano stati impiegati degli schiavi africani.
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"Anche all'epoca la decisione di chiamare il municipio Moreland aveva scatenato alcune polemiche" ricorda Carlo Carli, ex parlamentare statale del Victoria eletto proprio nel seggio di Brunswick.
"Ma in quel 1994 c'erano da nominare 81 municipi, c’era insomma un’urgenza legata alla toponomastica e soprattutto non esistevano una conoscenza e una consapevolezza diffuse di quel che aveva comportato il colonialismo".
Oggi questo dibattito storico sui rapporti tra Occidente e sud del mondo ha assunto un'importanza molto maggiore, per cui l'8 dicembre il consiglio comunale potrebbe decidere di cambiare il nome di Moreland.
Riascolta l'intervento di Carlo Carli:
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