Mikhail Gorbaciov fu l'ultimo presidente dell'Unione Sovietica e assistette al suo crollo nel 1991, senza poterlo fermare e adottando riforme che non salvarono la Russia e le altre repubbliche ex sovietiche da anni di profonda crisi economica e sociale.

"Gli anni Novanta furono anni durissimi" ricorda Giuseppe D'Amato, per anni corrispondente da Mosca. "La gente rimase senza un rublo in tasca" e per questo la maggioranza dei russi sembra non apprezzare Gorbachev, molto stimato all'estero per la sua scelta di aprire il blocco sovietico e di creare ponti con l'occidente.
Gorbachev diede a centinaia di milioni di persone quelle libertà che per decenni - o forse secoli - non erano state rispettate in Russia e nell'area ex-sovietica.
Gorbaciov utilizzò parte dei fondi del premio Nobel per la pace da lui vinto per fondare Novaja Gazeta, il quotidiano russo oggi più stimato al mondo, che aveva ospitato anche gli scritti di Anna Politkovskaya, poi assassinata.
Il giornale si è autosospeso poco dopo l’inizio della guerra in Ucraina, dopo aver avuto problemi con l’organo di supervisione dei media russo in seguito alle leggi introdotte dalla Russia di Putin che, secondo il giornalista Giuseppe D'Amato è così "tornata anni luce indietro".
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