Il campionato di Serie A 22-23 presenta ai nastri di partenza una grande novità: dopo 110 anni di storia, infatti, il Monza calcio si affaccia per la prima volta nella massima serie.
La società lombarda, rilevata 4 anni fa da Silvio Berlusconi, ha bruciato le tappe - passando in tre stagioni dalla C alla A - ed è stata anche protagonista del mercato estivo.
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La matricola si è garantita ottimi giocatori (da Pessina a Sensi, da Ranocchia a Cragno) costruendo una rosa che ha portato l'amministratore delegato Adriano Galliani a parlare di 'obiettivo decimo posto'.
Della parabola e delle prospettive del club neopromossa abbiamo parlato con Luca Viscardi, giornalista di Monza e Brianza News.
Adriano Galliani ha fissato come obiettivo il decimo posto
Sono stati tanti i fattori che hanno spinto Silvio Berlusconi, dopo i trionfi in Italia e in Europa col Diavolo, ad acquistare il club, allora in serie C.
"Sicuramente ha avuto un ruolo-chiave Adriano Galliani, monzese di nascita e già dirigente di questa squadra prima dell'esperienza al Milan", spiega Luca Viscardi.
"Galliani ha saputo toccare i tasti giusti per convincere il patron di Fininvest a lanciarsi nell'ennesima sfida sportiva: prendere il club brianzolo nelle categorie minori per portarlo dove non era mai arrivato".
"Il modello Monza è basato sulla grande disponibilità economica del Presidente Berlusconi e sulla competenza tecnica della struttura diretta da Galliani", spiega Luca Viscardi.
"L'obiettivo iniziale era quello di portare il club in Serie A. Oggi però l'asticella si è alzata e si punta al decimo posto, un traguardo non certo semplice ma raggiungibile, in considerazione del livello dei giocatori inseriti e degli altri che sicuramente arriveranno entro fine agosto".
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L'anno del Diavolo
La città, da sempre piuttosto fredda e sportivamente votata al tifo per il Milan, l'Inter e la Juventus, si è progressivamente avvicinata alla squadra di Giovanni Stroppa.
Lo zoccolo duro di tifosi, che ai tempi della Serie D contava su qualche centinaio di persone, è cresciuto al punto che il settore della curva ha registrato il tutto esaurito in termini di abbonamenti per il prossimo campionato.

Un po' Parma, un po' Chievo e un po' Sassuolo
La parabola della Cenerentola biancorossa ha dei punti in comune con quelle di altre realtà calcistiche che negli ultimi tre decenni si sono affermate nel campionato italiano, come il Parma negli anni 90, il Chievo nei Duemila e il Sassuolo nell'ultimo decennio.
"Accanto agli ingenti investimenti in prima squadra e alla relativa girandola di calciatori, ci sono anche quelli legati alle infrastrutture".
"Ad esempio lo stadio, rimodernato e ancora oggetto di lavori per poter ospitare 8.000 persone in più per l'esordio in campionato, oppure sul settore giovanile, di fatto in ricostruzione".
"Questi aspetti potrebbero essere elementi decisivi per un radicamento del Monza nel massimo campionato", conclude il giornalista di MB News.
Riascolta qui l'intervista al giornalista Luca Viscardi:
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