Il giornalista Giampiero Gramaglia, che segue da vicino la politica e la cronaca statunitense, ha analizzato ai microfoni di SBS Italian l'operazione che ha portato alla morte di al-Qurashi.
IN SINTESI
- Giovedì 3 febbraio il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato la morte di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi, che era succeduto ad al-Baghdadi alla guida dell'IS.
- Come lui, anche il secondo califfo dello Stato Islamico si sarebbe fatto esplodere per non cadere prigioniero e vittima di un raid americano che gli offriva ormai ben poche speranze.
- Secondo quanto riportato, l'esplosione è stata talmente violenta da provocare gravi danni all'edificio in cui si trovava al-Qurashi e la morte di almeno 13 persone, inclusi diversi componenti della sua famiglia.
L'indebolimento al vertice dell'ISIS è stato reclamato dal presidente Biden come la "rimozione di una minaccia terroristica di primo piano".
Potrebbe interessarti anche

"Fallimento nella leadership e nel comprendere la situazione", ma Boris Johnson non si dimette
Secondo Gramaglia, l'amministrazione Biden starebbe inoltre "alzando il livello muscolare della sua politica estera nei confronti della Russia, per quanto riguarda la crisi in Ucraina, e nei confronti della Cina", per poter riacquistare supporto e credibilità tra i cittadini statunitensi.
Ascolta l'analisi del giornalista Giampiero Gramaglia
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus.




