La scorsa settimana è iniziata a Melbourne la mostra dedicata a Leonardo Da Vinci, che porta quattro pagine del Codice Atlantico per la prima volta in Australia.
Una mostra che definire imponente è poco, visto che il The Lume dove viene ospitata ha una superficie di 3000 m quadri: tra realtà virtuale, immagini su maxischermo che scorrono in continuazione e musica di accompagnamento, la mostra diventa un'esperienza sensoriale completa, in linea con i blockbuster dell'arte.
Ma qual è il ruolo di questo tipo di mostre spettacolari e pop? Avvicinano la gente all'arte o la banalizzano?
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