Dopo una settimana di intense esercitazioni militari nello stretto di Taiwan, la Cina ha affermato che le operazioni hanno "provato in modo efficace" le capacità di intervento cinese.
Pechino ha anche aggiunto che "è disposta a creare un ampio spazio per la riunificazione pacifica, ma non per attività separatiste" da parte dell'isola.
Il ministro degli esteri di Taiwan, dal canto suo, ha accusato le autorità cinesi di aver disposto queste esercitazioni per preparare un'invasione dell'isola.

"Sicuramente stanno cambiando i toni, ma USA e Cina stanno adottando entrambe la strategia a fette di salame", commenta il giornalista Gabriele Battaglia.
Entrambe le parti stanno cioè piano piano alzando i toni e le rivendicazioni, mirando a raggiungere gradualmente i loro scopi.
Intanto, l'ambasciatore cinese in Australia ha dichiarato che il suo Paese è pronto a fare tutto il possibile per impedire la separazione di Taiwan dalla Cina.
Incontrando i giornalisti presso il National Press Club di Canberra, Xiao Qian ha specificato che Pechino persegue la via pacifica ma che non esclude altre strategie pur di impedire che Taiwan si separi.
"Se necessario, utilizzeremo tutti i mezzi. Quali? Usate l'immaginazione", ha chiosato l'ambasciatore cinese in Australia.
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