La proposta di One Nation permetterebbe a chi paga un affitto o un mutuo di destinare alla busta paga parte dei contributi obbligatori alla superannuation per un massimo di tre anni. L’analisi del professore di Finanza della UNSW Massimiliano Tani.
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One Nation propone di consentire agli australiani che pagano un affitto o un mutuo di destinare alla propria busta paga 3 punti percentuali dei contributi obbligatori alla superannuation, attualmente pari al 12% dello stipendio, per un periodo massimo di tre anni.
La misura, presentata dal partito di Pauline Hanson come una risposta alla pressione del costo della vita, permetterebbe quindi di utilizzare oggi una parte di quanto altrimenti verrebbe destinato ai risparmi per la pensione.
Alla domanda sugli effetti che la misura potrebbe avere sui risparmi pensionistici, il portavoce di One Nation per il Tesoro Barnaby Joyce ha dichiarato di non poter prevedere con precisione le conseguenze della proposta.
"Non sono Gesù Cristo, non posso predire il futuro", ha detto.
Secondo il docente di Finanza della UNSW Massimiliano Tani, i rischi principali sarebbero due.
"In primis, se migliaia di australiani prelevassero decine di migliaia di dollari nello stesso momento, l'inflazione prenderebbe il volo, e in secondo luogo risolveresti parzialmente il problema oggi, ma non faresti altro che rimandare il problema a quando sarai anziano, perché quei risparmi non li avrai più", ha affermato Tani.
Tani ha commentato anche il cambiamento introdotto dalla Cina sul trattamento fiscale di alcuni redditi percepiti dagli stranieri.
Dal 1° settembre, i dividendi e i bonus ricevuti da individui stranieri da imprese a investimento estero sono soggetti a un'imposta sul reddito del 20%, con la fine di un'esenzione in vigore dal 1994.
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