L’approvazione in Senato è avvenuta con una maggioranza assoluta, ma le voci di chi si opponeva si sono udite forti e chiare.
Il Parlamento ha approvato la legge necessaria per chiamare gli aventi diritto al voto alle urne nei prossimi sei mesi con 52 voti favorevoli e 19 contrari. Si tratterà del primo referendum in 24 anni.
Agli australiani e alle australiane verrà chiesto di votare per riconoscere gli indigeni nella Costituzione e istituire un organo consultivo per aborigeni e isolani dello Stretto di Torres noto come Voice to Parliament.
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Nonostante il calo del sostegno al Sì negli ultimi sondaggi, il primo ministro Anthony Albanese è ancora fiducioso che il referendum possa avere successo.

Ma la senatrice indipendente Lidia Thorpe, che ha lasciato i Verdi per il sostegno espresso dal partito alla Voce, ha votato per il No al disegno di legge, dicendo che cederà la sovranità indigena.
Thorpe chiede un trattato e la piena attuazione di tutte le raccomandazioni della Commissione reale del 1991 sulle morti aborigene in custodia.
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