Contrastare la violenza di genere vuol dire intraprendere un percorso complesso e di lunga durata, fatto di prevenzione, educazione e sostegno alle vittime: la Fondazione Giulia Cecchettin, fondata da Gino Cecchettin in seguito all'uccisione di sua figlia Giulia per mano del suo ex fidanzato nel 2023, si occupa proprio di questo.
Lo stesso Gino Cecchettin ha spiegato qual è la missione della fondazione.
"Fondazione Giulia Cecchettin vuole ricordare i valori che Giulia intraprendeva nella vita, e quindi educare al rispetto, alle emozioni, all'intelligenza emotiva e far sì che i giovani, ma anche le generazioni più grandi, possano gestire i sentimenti in modo tale da non portare a fare gesti efferati come quelli che hanno precluso la vita di Giulia".
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A livello pratico, i progetti in cui è impegnata la fondazione sono molteplici: dalla costituzione di un comitato scientifico che sviluppa elementi valoriali da diffondere a insegnanti di scuole primarie e dell'infanzia, agli incontri diretti con i ragazzi nelle scuole e con gli adulti nelle aziende, fino a progetti volti ad aiutare le vittime di violenza.
La Fondazione Giulia Cecchettin combatte dunque la violenza di genere agendo su diversi fronti, ma principalmente attraverso attività a carattere formativo.
Dobbiamo sensibilizzare, dobbiamo promuovere un nuovo modello di società che non è più quella che prevarica, ma è quella che vede l'altro come noi stessi.Gino Cecchettin, presidente della fondazione Giulia Cecchettin.
Una missione in contrasto con fenomeni che troppo spesso si osservano nella società odierna, in cui "c’è sempre un tono esasperato, un tono che incita alla violenza, un tono che fa sempre vedere che nella società c'è qualche nemico, ma è un modo sbagliato di vedere la vita", ha spiegato Cecchettin.
In un clima in cui spesso vengono fomentate rabbia, violenza e paura del diverso, una risposta può essere trovata nei giovani stessi, come ha avuto modo di constatare Cecchettin nei suoi incontri con le scuole.
"Spesso giudichiamo i giovani con tanti pregiudizi, e invece ascoltandoli io ricevo tanta speranza, tanta serenità. Prendono in mano il loro futuro seriamente, magari hanno tanti dubbi, tante domande, però noi dovremmo ascoltare queste domande e dovremmo dare loro delle risposte, soprattutto. Se ne esce con la voglia di creare il futuro".
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